La Maison des arts. Stravagante e originale personale di Claudio Pizzo, l’inesistenzialista.

3 Maggio 2013 By Redazione

Se passate verso le 18.30 per via Marconi – Padova, zona città giardino – venerdì 10 e sabato 11 maggio suonate il campanello Pizzo al numero 17. Fino alle 22.30 – il condominio sull’ora non transige! – ci sarà una singolare esposizione di arte. A dire il vero l’idea di aprire le porte della propria casa per ospitare delle mostre d’arte contemporanea era già venuta a Roberto Callegari, in arte Mec, che è stato personaggio chiave del Momart e Presidente dell’Associazione Capovilla dedicata appunta al grande maestro padovano Claudio Capovilla. Pizzo, artista che gravita intorno alla Capovilla, fa di più: i suoi quadri a casa sua. Un’idea che non solo porterà un po’ di colore e – speriamo di sole – in quartiere ma che è occasione per il pittore di mostrare, lontano dai percorsi istituzionali che da sempre gli stanno stretti, la sua ultima produzione artistica. I quadri che vedremo durante le due giornate de La Maison des arts sono lavori davvero interessanti che Pizzo raccoglie all’interno di un suo pensiero artistico e concettuale che chiama “Inesistenzialismo” e che spiega così: “Vedo solo ombre, ombre di persone, figurine, spazi vuoti, assenza di umanità, oggi viviamo in un’epoca e in una società che si è scordata di esistere”. E il riferimento all’esistenzialismo francese e a Sartre ci sta tutto, proprio a partire dal titolo delle due giorni che pizzo scrive in francese. I quadri, nonostante la critica sociale mossa dall’artista, sono un’esplosione di colore, una ricerca condotta in ambito anche dell’artigianalità poiché dalle tele alle cornici Pizzo ha realizzato tutto da solo. I quadri ci parlano di Lampedusa, affrontano temi ecologici, e ancora una feroce satira a volte iconoclasta a volte decisamente anticlericale.

Nota biografica:
Claudio Pizzo, nato a Padova il 2 aprile 1954, vive e lavora a Padova. 
Artista autodidatta, conosce nel 1980 Paolo Capovilla e fra di loro nasce una grande amicizia, una sintonia che li porta nel maggio del 1987 ad organizzare una mostra collettiva, in cui espongono le loro opere, insieme a De Zordo e Santaterra presso il “Circolo Culturale Città di Padova”, in via S. Francesco. 
Tra gli anni ’80 e ’90, il percorso artistico di Pizzo si arricchisce di esperienze artistiche nel campo teatrale e cinematografico come aiuto regista e scenografo. 
Nel 1997, Pizzo espone le sue opere per la seconda volta a Padova in una mostra con Sandro Saccocci, allestita nel sottopasso San Lorenzo. 
Dalla fine degli anni ’90, fino ad oggi, il suo lavoro di pittore e organizzatore di eventi artistici collettivi lo porta a fondare con altri artisti l’Associazione Culturale Paolo Capovilla e, nel novembre 2006, partecipa a Padova alla “I° Esposizione Artisti Indipendenti”. Da allora è presente in tutte le collettive organizzate dall’Associazione Capovilla.

Barbara Codogno