Il Parco Agro-Paesaggistico a Terranegra
4 Giugno 2012
Sono, infatti, già più di trenta le associazioni, comitati ed istituti che hanno sottoscritto l’appello (di cui Legambiente Padova è il primo firmatario) per la formazione di un Parco Agro-Paesaggistico metropolitano, fra la Brenta ed il Bacchiglione, che valorizzi la campagna e ne ricostruisca il paesaggio.
Il Comune di Padova ha mostrato apprezzamento per il progetto e, al fine di facilitarne l’attuazione, ha messo a disposizione la struttura di Agenda 21 per organizzare un percorso partecipato che affronti le varie tematiche. Anche la Regione Veneto sembra interessata alla proposta e sta valutando di inserire il progetto tra quelli sperimentali già avviati per la predisposizione del Piano Paesaggistico Regionale.
In questo quadro assume particolare rilevanza, come ambito dove sperimentare le azioni utili per conseguire le finalità del nuovo Parco metropolitano, il territorio compreso tra il canale Scaricatore, il canale di San Gregorio ed il fiume Roncajette, cioè l’isola di Terranegra.
Si tratta innanzitutto di un ambito di riconosciuta valenza ambientale. Nel documento di sintesi del Percorso Partecipato sul PAT, approvato nell’ottobre del 2006 dal Consiglio di Quartiere 3 Est, l’isola di Terranegra è citata , infatti, tra le risorse naturalistiche ed ambientali da tutelare e tra le risorse del paesaggio da conservare e ricostituire attraverso il recupero dei processi naturali.
Sempre con riferimento all’isola, nel citato documento si legge “È un importante polmone che per le sue dimensioni interessa l’intera città e non solo il quartiere. Va assolutamente salvaguardato ma anche reso fruibile alla città […] Vanno inoltre individuate delle strategie che rendano il progetto di parco urbano realizzabile e gestibile anche dal punto di vista economico.”
Come si vede, già nel 2006, il laboratorio di quartiere (che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini attivi) abbozzava per l’isola di Terranegra l’idea di un parco urbano, inserendovi molti dei contenuti dell’innovativo progetto di Parco Agro-Paesaggistico di cui ci occupiamo ora.
Ma ci sono anche altri fattori che rendono opportuna la scelta di questo sito per anticipare le forme del nuovo Parco. Tra questi la presenza di attività caratterizzate da una buona sostenibilità sia ambientale che economica, quali l’agriturismo La Scacchiera, ma soprattutto La Fondazione Fenice ed il Parco delle Energie rinnovabili, che è fra i primi centri dimostrativi in Italia per la didattica ambientale e lo sviluppo ecostenibile.
Vanno inoltre ricordati gli studi che sull’area ha realizzato nel 2005 un gruppo di lavoro dell’università di Harvard del Massachusets, su commissione della ZIP (Consorzio della Zona Industriale di Padova) e sponsorizzata dal comune di Padova. Tali studi sono stati raccolti in una pubblicazione dal titolo suggestivo “Padova e il suo Paesaggio – Scenari futuri per il Parco Roncajette e la zona industriale”.
Il gruppo di lavoro ha elaborato tre scenari, di cui gli ultimi due propongono soluzioni che, mantenendo l’integrità dell’area a parco, offrono interessanti spunti per la sua sostenibilità ambientale ed economica e assicurano la depurazione del Roncajette dalle acque miste provenienti dal quadrante nord di Padova, convogliate dal canale Fossetta. Offrono, inoltre, utili idee per il trasferimento dei volumi che la destinazione ad area di perequazione, prevista dal vigente Piano Regolatore, consente all’interno dell’area.
Nell’isola di Terranegra, in sostanza, esistono già esperienze e progetti perché da lì si possa partire per la costruzione di uno dei primi tasselli di quel Parco Agro – Paesaggistico della città metropolitana, che ha l’obiettivo di salvaguardare gli ultimi spazi agricoli esistenti e di recuperare quell’immagine del Paesaggio Veneto che l’urbanizzazione selvaggia del dopoguerra ha gravemente alterato.