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“Viaggio nell’Italia dell’Antropocene. La geografia visionaria del nostro futuro”

“Viaggio nell’Italia dell’Antropocene. La geografia visionaria del nostro futuro”


VIAGGIO NELL'ITALIA DEL 2786 . ESCE IL NUOVO LIBRO DI TELMO PIEVANI E MAURO VAROTTO


“Viaggio nell’Italia dell’Antropocene. La geografia visionaria del nostro futuro” è il titolo del libro edito da Aboca scritto a quattro mani dal filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il geografo Mauro Varotto, entrambi docenti dell’Università di Padova, che uscirà il 22 aprile proprio in occasione della Giornata della Terra (Earth Day) evento che ogni anno viene festeggiato un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. Se la Giornata della Terra vuole celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia, quale occasione migliore di una “passeggiata” nell’anno 2786 e vedere quel che rimane dell’Italia attraverso le parole di Milordo, il personaggio inventato da Pievani e Varotto, che ripercorre mille anni dopo il celebre viaggio in Italia di Goethe?

Il progetto di questo libro nasce all’interno del Museo di Geografia dell’Università di Padova, anzi da una mappa esposta nella Sala del Clima, anch’essa, come tutti i reperti esposti, preziosa testimonianza delle attività di ricerca e didattica svolte in Ateneo nel campo della geografia dal 1872 ad oggi. E se il Museo di Geografia, attraverso strumenti, carte, globi, plastici e fotografie, è esso stesso un viaggio articolato in tre tappe, riassunte nelle parole chiave esplora – misura – racconta, il libro di Telmo Pievani e Mauro Varotto ci restituirà il vero significato di quel che scriveva Italo Calvino: “camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”.

«Il volume prende ispirazione da una carta dell’Italia nell’età quaternaria di Bruno Castiglioni conservata al Museo di Geografia dell’Università di Padova. Mi piace pensare – spiega Mauro Varotto – che in questo modo quella carta realizzata negli anni Quaranta, e con essa il patrimonio geografico museale, torni oggi a vivere e a svolgere quel ruolo scientifico e insieme civile che fu di Castiglioni e a cui è chiamata l’università italiana. Il libro inoltre, con la cessione dei diritti d’autore, diventa un modo per sostenere laboratori e iniziative di educazione geografica al cambiamento climatico tra le giovani generazioni».

Come ormai tutti purtroppo sappiamo, l’impatto dell’umanità sul pianeta sta producendo effetti devastanti. La realtà geografica che identifichiamo con l’Italia è stata nei millenni estremamente mobile per ragioni tettoniche, morfogenetiche, climatiche, ma in ultimo anche antropiche e possiamo dunque affermare, con rigore scientifico, che Homo sapiens sta contribuendo a cambiare il clima e pertanto anche la conformazione della superficie terrestre: non è un fenomeno recente, ma non era mai accaduto in tempi così rapidi e con conseguenze così vaste.

Considerata questa inedita accelerazione, non possiamo fare a meno di chiederci: come muterà l’aspetto del mondo nel futuro prossimo? Se tutto continuerà ad andare per il verso sbagliato e non attueremo le giuste misure per evitarlo, assisteremo alla fusione dei ghiacci perenni e all’innalzamento del livello dei mari.

Per farci riflettere sui rischi concreti a cui potremmo andare incontro, il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il geografo Mauro Varotto hanno immaginato come si trasformerà l’Italia proiettandoci, in maniera distopica, nell’anno 2786. Esattamente 1000 anni dopo l’inizio del viaggio in Italia di Goethe, comincia così il tour di Milordo a bordo del battello Palmanova attraverso la geografia visionaria del nostro futuro: la Pianura padana sarà quasi completamente allagata; i milanesi potranno andare al mare ai Lidi di Lodi; Padova e tantissime altre città saranno interamente sommerse; altre ancora si convertiranno in un sistema di palafitte urbane; le coste di Marche, Abruzzo e Molise assumeranno l’aspetto dei fiordi; Roma sarà una metropoli tropicale; la Sicilia un deserto roccioso del tutto simile a quello libico e tunisino.

«Mille anni esatti dopo Goethe, un giovane gentiluomo del nord Europa ripercorre il Grand Tour nell’Italia dell’Antropocene e trova una penisola molto diversa da quella visitata dal poeta: città sommerse, altre trasferite su palafitte, migrazioni verso metropoli montane, ghiacciai scomparsi da tempo, meridione desertificato e isole immerse in un mare tropicale. Questo libro – sottolinea Telmo Pievani – nasce dalla fusione di linguaggi diversi: quello cartografico, quello geografico e, appunto, quello della narrazione picaresca e fantasiosa. Per immaginare non come sarà l’Italia tra alcuni secoli, ma come sta già iniziando a diventare a causa del riscaldamento climatico e dell’incuria verso il territorio».

Tappa dopo tappa, al viaggio di Milordo farà da contraltare l’approfondimento scientifico che motiverà, con dati e previsioni, le ragioni del cambiamento territoriale – illustrato, per l’occasione, con una serie di mappe dettagliatissime create da Francesco Ferrarese. Uno scenario giudicato per fortuna ancora irrealistico, ma utile per farci capire che l’assetto ereditato del nostro Paese non è affatto scontato e che la responsabilità di orientarlo in una direzione o nell’altra è tutta nostra.

Telmo Pievani (1970) filosofo della scienza, evoluzionista, comunicatore e saggista. Dopo la laurea in Filosofia della scienza si è specializzato negli Stati Uniti, dove ha condotto ricerche presso l’American Museum of Natural History di New York. È professore ordinario di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Padova. Collabora con Il Corriere della Sera e con le riviste Le Scienze e Micromega. Tra i suoi libri ricordiamo: “Creazione senza Dio” (Einaudi, 2006), “Il maschio è inutile. Un saggio quasi filosofico” (Rizzoli, 2014), “Evoluti e abbandonati. Sesso, politica, morale: Darwin spiega proprio tutto?” (Einaudi, 2014) e “Imperfezione. Una storia naturale” (2019).

Mauro Varotto è docente di Geografia e Geografia culturale presso l’Università degli Studi di Padova. Conduce studi e gestisce progetti sull’evoluzione dei paesaggi culturali nella montagna alpina e prealpina. Ha pubblicato “Le terre della Tergola. Vicende e luoghi d’acqua in territorio vigontino” (Cierre, 2005), “La montagna che torna a vivere. Testimonianze e progetti per la rinascita delle Terre Alte” (Ediciclo, 2013) e “Montagne del Novecento. Il volto della modernità nelle Alpi e Prealpi venete” (Cierre, 2017).

Info: https://abocaedizioni.it/libri/viaggio-nellitalia-dellantropocene-telmo-pievani-e-mauro-varotto/

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