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  19/03/2012           

’’Sempre più strade annullano i tracciati ferroviari’’


Andrea Nicolello Rossi avverte: ’’Il Comune sta trasformando in circonvallazione ad alta percorrenza un vecchio sedime ferroviario – ancora provvisto di binari – che dall’ Interporto arrivava fino a via Lisbona’’


’’Amministratori locali, sia del Pd che del Pdl, non hanno fatto mancare i loro commenti sulla necessità impellente che la TAV in Val di Susa si costruita, senza sé e senza ma. Il treno come massima espressione del mezzo collettivo che ha meno impatto ambientale, riduce le emissioni, toglie merci (e uomini) dai cammion e (e dalle auto).
Peccato che siano quegli stessi amministratori che a livello di Regione Veneto, provinciae comune di Padova nulla hanno fatto negli ultimi 15 anni a favore dei collegamenti ferroviari.
Nel 2006 che doveva essere pronto l’SMFR, il collegamento ferroviario metropolitano regionale per il Veneto centrale, ma la Giunta Regionale e l’assessore Chisso in particolare non hanno mai trovato fondi necessari per completare l’opera. Si sono preferite altre priorità (vi risparmio l’elenco di tutte le strade ed autostrade costruite o in fase di costruzione in Veneto).
E che dire dei 50 km di binari esistenti attorno al nodo metropolitano di Padova che già ora, grazie a molte tracce orarie vuote potrebbe diventare un anello di collegamento aggiungendo qualche fermata (tipo Campo di Marte); ma qui è il GRA che interessa e su quello si investe.
Per non parlare della Gronda sud, da Abano a ZIP Interporto, timidamente segnata con una matita sbiadita nel PATI dei 18 comuni perché alcuni comitatini locali, con buone entrature in Provincia, hanno detto no al progetto. Ad un progetto condiviso da RFI che serve a dare sfogo verso sud all’interporto di Padova e assicurargli competitività a livello europeo.
Non possiamo tralasciare la Padova – Legnaro – Chioggia, una linea ferroviaria di cui esiste il sedime (ancora per poco, visti i piani di espansione di molti comuni) che gli assessori di turno della Provincia lasciano nei commenti a fondo pagina dei loro progetti viabilistici. Senza darne esito alcuno.
Non dimentichiamo la linea esistente Padova Centrale – Interorto che uno studio ZIP – APS Mobilità giudicava facilmente adattabile ad uso passeggeri e con un bacino di utenti potenziali certo a giustificare l’investimento.
Oggi però ci si mette anche il Comune di Padova, approvando la trasformazione in circonvallazione di un vecchio sedime ferroviario – ancora provvisto di binari – che da Interporto, lungo via Venezuela, San Salvatore e via Ronchi arriva(va) a lambire Camin e poi svolta(va) per via Lisbona.
Da qualche settimana sono iniziati i lavori per trasformarlo in una circonvallazione per traffico pesante (via le traversine, via i binari). Il ragionamento di Ivo Rossi, assessore alla Mobilità, è banale quanto semplicistico: ci sono troppe auto e camion in via Vigonovese, spostiamole 200 metri più in là. Una scelta positiva per la vivibilità della via, assolutamente inefficace per combattere l’inquinamento atmosferico, il Pm10 e le emissioni di CO2. Ma soprattutto pregiudica una possibile scelta differente: quella del treno locale.
Pensate, un preziosissimo sottopasso esistente alla tangenziale, adatto per i treni, trasformato ad uo delle auto (sic). Così tramonta per sempre la possibilità di far correre la Padova – Chioggia a fianco dell’abitato di Camin.
Per non parlare delle potenzialità che questo sedime ha (aveva) per il tram. Forse pochi lo sanno ma Ivo Rossi ha presentato un progetto di SIR 5 che partendo dalla linea 3, dall’Iris lungo via Canestrini, con ben 3 ponti (uno sullo Scaricatore, uno sul Roncajette ed uno sui 8 binari affiancati dell’Interporto) arriva fino a via Lisbona, cioè 300 metri oltre la tangenziale).
Pensare in modo integrato avrebbe significato progettare il percorso del tram SIR 5 che arrivasse fino a Camin lungo quel sedime, lambendo tutti i principali attrattori di traffico della ZIP e l’abitato.
Di questa nuova circonvallazione per mezzi pesanti saranno felici i papà e le mamme (nonché bambini ed insegnanti) dell’asilo nido e scuola materna interaziendale di via Perù, l’avveniristica costruzione ecosostenibile voluta fortemente da Angelo Boschetti Presidente del Consorzio Zip. Fra qualche anno, anziché arrivarci in tram o treno, i bambini potranno scendere direttamente dal camion che passa a 20 metri dall’edificio. Perché allo strabismo non c’è mai fine?
Ma va là, cosa stiamo a perdere tempo, accodiamoci al coro dei Sì TAV che quei binari a 400 km di distanza Padova sono sempre i più belli, qui continuiamo con le strade’’.

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