Legambiente: “Si, se decongestiona il traffico. No se corre lontano dalle case”
30 Ottobre 2013Una nuova linea di tram a Padova? Notizia positiva, soprattutto se collegata alla possibilità che il Governo finanzi con circa 30 milioni la spesa calcolata in circa 57 milioni per realizzare la linea 3, quella di circa 6 km che andrà dalla Stazione a Voltabarozzo, passando per gli Ospedali (ma servirebbe, se si farà l’ospedale nuovo, il prolungamento per raggiungere quel sito).
Tuttavia la scelta del tragitto dopo via Giustiniani verso Voltabarozzo sconcerta più d’un esperto dei trasporti, dichiara Andrea Nicolello, responsabile mobilità di Legambiente.
“Infatti si prevede di far correre la tratta lontano dalle case, lungo il tracciato della vecchia Veneta, la ferrovia che dal Piovese entrava in città (e che in quel tratto non faceva nessuna fermata). Da 15-20 anni è il percorso ciclabile Sografi-Voltabarozzo, che passa in mezzo al cuneo verde di Forcellini, pezzo di campagna che entra in città fin dentro le mura. Quotidianamente è percorsa da migliaia di ciclisti, pendolari, studenti del Cornaro e del Gramsci, pedoni, podisti.
Ma tutto questo non sembra interessare al Sindaco reggente Rossi e all’assessore all’Urbanistica Dalla Vecchia che oggi in commissione Urbanistica portano una variante al PRG per consentire di adeguare il tracciato. Invitiamo caldamente i consiglieri comunali a non votare la variante, aprendo una fase di discussione con la città.
Il tram, per essere utile a contrastare smog, inquinamento e traffico, deve transitare in quelle strade oggi congestionate dalle auto, deve essere la scelta possibile, moderna e credibile a chi vuole lasciare l’auto a casa per andare al lavoro o in centro. Nel cuore di un quartiere il tram porta riqualificazione, aumento del valore immobiliare, innovazione. Cosa servirà un tram che per 1,5 km corre fuori dall’abitato? cosa se ne faranno gli abitanti di via Crescini, Santa Rita, e S. Osvaldo? Nulla. La scelta di questo percorso depotenzia la portata del tram. Tutti coloro che abitano, lavorano o studiano lungo il lato ovest di via Facciolati saranno esclusi dall’utilizzo del mezzo, troppo lontano da dove risiedono. Da troppo tempo siamo abituati alle piste ciclabili realizzate solo là dove non disturbano le auto. In questo modo è pensato anche il tragitto del Sir 3. Un tram così non sarà mai quella infrastruttura capace di drenare traffico di accesso in città, di essere la base per l’Eco pass o l’abbonamento alla città.
A meno che non ci sia qualcuno che voglia trasformare il tram in area verde per completare l’edificazione del cuneo verde oggi esistente attorno al Parco Iris. Con la perequazione già la parte a sud verso il canale Scaricatore è stata ottusamente edificata (ed a ogni pioggia va sotto). “