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Dal 19 aprile al 4 maggio a Este   
Toni Sommacampagna e ‘Oltre la superficie’

Toni Sommacampagna e ‘Oltre la superficie’


Ultimi giorni per vedere la mostra di Antonio Sommacampagna, artista solitario e colto, i cui ultimi quadri sono in esposizione alla Pescheria Vecchia di Este. Ne parliamo con Beatrice Andreose dell'associazione La Medusa.


Antonio ‘Toni’ Sommacampagna è mancato il 12 aprile, il 19 aprile si è tenuta l’inaugurazione alla mostra ‘Oltre la superficie’ curata da Mario Busato che raccoglie in particolar modo le ultime opere dell’artista. Questo lavoro organizzativo è stato fatto per ricordare il pittore appena deceduto, quindi come memorial o era già in corso d’opera? Come si è mossa l’associazione La Medusa all’interno del territorio per ‘recuperare’ i frammenti dell’artista, le volontà finali, gli ultimi progetti?

La proposta di realizzare una personale dedicata a Toni Sommacampagna era stata avanzata ancora un anno fa da Mario Busato, fumettista e pittore, amico da una vita di Sommacampagna. Perché è venuto alla Medusa? Toni era nostro amico, ogni tanto veniva a farci visita, teneva lezioni di storia dell’arte che lasciavano a bocca aperta, non mancava alle inaugurazioni delle mostre che organizzavamo. Fino a quindici anni fa Toni abitava a Este in una mansarda vicino all’attuale negozio Sposa d’Este, era un personaggio molto conosciuto. Noi siamo stati felici di esaudire la richiesta di Busato, Sommacampagna è stato uno dei pittori più importanti non solo della bassa padovana ma del Veneto intero, caratterizzato da un impegno intellettuale tra i più originali e interessanti nel panorama artistico contemporaneo. Le presentazioni se le scriveva da solo, secondo lui i critici dell’arte non capivano niente: era molto colto e ciò si denota anche negli scritti che ha lasciato, vere e proprie perle di raffinatezza. «Dipingere è entrare nel bianco della tela, segnare la prima linea, proporre la prima macchia e trovare di conseguenza – affermava – le altre linee e le altre macchie che ti obbligano a rispondere senza pietà». Quando è stata avanzata la proposta di dedicargli una personale Toni stava già molto male e abbiamo sperato fino all’ultimo che riuscisse a intervenire all’inaugurazione anche se sapevamo che sarebbe stato molto difficile. Siamo orgogliosi di aver realizzato questo percorso artistico, sono dell’idea che per ricordare un pittore non ci vogliano le solite frasi scontate ma le sue opere, giusta testimonianza di un lascito esistenziale che scava nella psiche. E’ stato un grande lutto per coloro che amano l’arte, ma ci consoliamo con il fatto che le opere esposte sono state designate dal pittore stesso quando ancora in vita. Lui, nel suo studio a Monselice, aveva indicato alla moglie le sue volontà, lasciandoci una sorta di testamento artistico. Ci dispiace solo che non abbia fatto in tempo a vedere il video documentario che era stato realizzato negli ultimi giorni da Mario Busato e Tuzza, molto bello, un vero omaggio al Maestro.

Gran parte delle opere raccolte si possono sintetizzare in teste e busti. Qual significato hanno e secondo te qual è la lettura ‘oltre la superficie’ che si può intravedere dietro le righe dell’intera mostra?

L’arte per Sommacampagna non era solo linguaggio ma anche passione, mescola in una sola pennellata emozione e controllo: «L’opera riflette la tensione spirituale dell’artefice e la sua capacità di affrontare la realtà – scriveva – con il rigore di un processo che salvaguardi il linguaggio e il contenuto… a mio avviso è poco, troppo poco, ridurre l’arte a mero linguaggio, perché essa è sì un’operazione concettuale (lo è sempre stata) ma è anche un’operazione esistenziale». Ha fatto parte dell’insieme degli artisti e dei pittori estensi, un gruppo nato negli anni Sessanta che aveva tra le sue file pittori noti come Dinetto, Delmo Veronese, Agostino Bellamio, una serie di personaggi provinciali rispetto al dibattito nazionale. Lui, nonostante la sua timidezza, la sua volontà di restare nell’ombra, lontano dalle luci del palcoscenico, era stato notato da uno dei critici di passaggio a Este in occasione della rassegna di cinema documentaristico organizzata da Turi Fedele che aveva reso la città fulcro di dibattiti a livello nazionale ed europeo: era stato definito una delle promesse della pittura nazionale. Altri percorsi hanno caratterizzato la sua vita, avrebbe dovuto trasferirsi a Milano, farsi vedere: questo l’ha portato ad essere un pittore defilato dal panorama artistico nazionale. «L’arte è insieme concetto e storia, passione e occhio, emozione e controllo – affermava – la pittura trova la sua ragione di essere insieme idea e realizzazione, ordine e casualità, realismo e astrazione; unisce dentro a se stessa l’illuminazione dell’estro e il rigore della razionalità». Lui non si limitava alla mera contemplazione della forma, ma cercava di rendere sulla tela la complessa dimensione dell’esistenza, rivolgendosi in particolar modo ai segni che ritraggono la persona (teste, busti e mezzobusti), figure e soggetti idonei a rappresentare la sua realtà. E’ un percorso pittorico molto forte. Dietro i suoi quadri non ci sono persone reali, secondo lui lo scopo della pittura non era quello della rappresentazione naturalistica.

Come tecnica Sommacampagna si avvicina al post impressionismo ma il suo linguaggio è formato soprattutto da codici (spazio, linea, colore) dentro il quale egli si esprime liberamente. Vuoi accennarci qualcosa sulla sua evoluzione pittorica facendo riferimento a questa mostra che raccoglie le sue ultime opere?

Questa mostra lascia gli estimatori di Sommacampagna un po’ perplessi, sembra quasi rimangiarsi la filosofia pittorica degli anni precedenti: in alcune scene si riconosce lo sfondo – che Toni aborriva – quasi “lezioso” per l’uso di colori primari dall’impatto forte. Lui che per tutta la vita aveva combattuto un tipo di pittura, per così dire, descrittiva, si ritrova ora con lo sguardo rivolto verso la tradizione.
«Senza tradire la limpida schiettezza del gesto – scrive Mario Busato, curatore della mostra – in alcune immagini appare evidente qualche allusione fisionomica che rispetta definizioni una volta respinte come polemica risposta ai dettami accademici della tradizione naturalista». Nonostante questo Sommacampagna che a partire dagli anni Cinquanta aveva ravvisato nell’irruente messaggio lanciato dall’espressionismo astratto e dall’Informale uno stimolo a concepire il quadro come un’arena in cui esibire con spontaneità la propria testimonianza esistenziale, ripropone in ‘Oltre la superficie’ una forte tensione introspettiva, con l’emersione di figure mentali che vengono direttamente da un mondo interiore. Non perdete l’occasione di visitare la mostra: vista la disposizione delle opere, a semicerchio, vi sentirete osservati e coinvolti da Toni, è una sensazione meravigliosa. 

Camilla Bottin

Orari della mostra:
Feriali 17 – 19
Festivi 10 – 13, 17 – 20

Informazioni tel. 3663505700.

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Pescheria Vecchia,     via Massimo d'Azeglio, Este
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