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24 luglio al Castello Carrarese   
I Solisti Veneti con Antoine Acquisto al Castello

I Solisti Veneti con Antoine Acquisto al Castello


In occasione del Veneto Festival, concerto de I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone con la partecipazione di Antoine Acquisto, tromba e bugle.


La quarantatreesima edizione del Festival Internazionale Giuseppe Tartini, dal 1983 evoluto in ‘Veneto Festival’, avrebbe dovuto, secondo le parole dell’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, «coniugare l’aspetto musicale con il bene culturale, dando visibilità a luoghi carichi di storia e significato». E così è stato per la magica serata del 24 luglio, nella corte dei Carraresi, all’ombra del Castello: i Solisti Veneti che quest’anno festeggiano i cinquantacinque anni di attività, hanno scelto come location lo spazio antistante il castello, recentemente restaurato.
Con la torre illuminata e una brezza leggera che veniva da nord, il palco, a quella distanza sopraelevata, nelle vesti del Maestro Claudio Scimone che agitava con sicurezza la bacchetta nel dirigere i suoi Solisti, compagni di gloria, diffondeva musica rilassante, per una vera pace dei sensi. Quasi cinquecento persone hanno trovato posto al cospetto dei musicisti, per rendere il doveroso omaggio a un artista venuto da lontano, il francese con origini italiane Antoine Acquisto, virtuoso della tromba, animatore della conoscenza di uno strumento alquanto complesso, il bugle, una piccola tromba naturale senza pistoni di difficile esecuzione. Tartini, patrono del festival, ha aperto la serata, con il Concerto in re maggiore Sant’Antonio per tromba e archi: i Solisti sono specializzati nella riproposizione di musica barocca e la figura di Giuseppe Tartini, così strettamente legato alla città di Padova e alla struttura musicale che fa capo alla Chiesa del Santo, contribuisce ad ammantare di fascino il momento.
Una leggenda vuole che nella chiesa di Santa Caterina a Padova, tomba del musicista, si siano viste due presenze spettrali incorporee, quelle del violinista e della moglie: stavolta è stato il castello medievale ad animarsi delle figure barocche, in un rimpasto storico eccezionale. Romantiche l’Elegia per bugle ed archi di Alexander Arutjunjan, un compositore armeno scomparso nel 2012 e Never again, la più celebre opera del compositore contemporaneo Jean-Pol Steffens: Antoine Acquisto, modesto nella sua grandezza, saliva sul palco imbarazzato, ma ha dato il via a una melodia così dolce che nella corte regnava un silenzio rispettoso, quasi estasiato.
Non sono mancati omaggi a Vivaldi, a Bonporti e a Drigo, con l’introduzione di un altro strumento piuttosto raro, la viola d’amore, distinta dagli altri strumenti per la morbidezza del suono. Chiara Parrini, con un vestito da sera rosso fuoco, nei panni del primo violino, ha fatto da contraltare all’orchestra che, continuando il programma, ha proposto tra le altre il famosissimo Carnevale di Venezia e la Serenatella per mandolino e archi di Mascagni, in occasione del centocinquantesimo anniversario dalla nascita. Il cielo prometteva lampi, ma il Maestro Scimone si è rallegrato per lo «scampato pericolo» e alla fine ha rivolto con le mani un cuore ai fan che applaudivano senza sosta.

Camilla Bottin

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