Ruggero Frezza. Un imprenditore illuminato

13 Dicembre 2011 By Valentina

Docente per una ventina d’anni alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, decide, dopo aver raggiunto l’ambito ruolo di Professore in Controlli Automatici e Visione Computazionale,di mollare tutto e mettersi in proprio.

E così, nel 2006, nasce M31, il cui nome deriva dalla galassia di Andromeda, ad indicare una costellazione che comprende tante stelle, come tante sono le aziende contenute ed alimentate in seno a M31.

Aziende nate sullo sviluppo di idee imprenditoriali di giovani ricercatori, universitari che manifestavano come tanti coetanei il sogno del posto fisso ma che, se stimolati, dimostravano di possedere capacità straordinarie.
“Tutto è cominciato nel 2004. Da professore, avevo deciso di proporre come tesina d’esame la risoluzione di problemi proposti da imprese mettendo in palio premi per la soluzione migliore. Ebbene, improvvisamente, gli studenti sono cambiati, da passivi ricettori di un programma che insistentemente chiedono cosa ci sarà nell’esame a propositivi collaboratori che mi indicavano che cosa insegnare perchè serviva loro a risolvere il problema. Per 4 anni ho continuato a proporre ai ragazzi la risoluzione di problemi reali e le invenzioni sono sempre state brillanti, sorprendenti come la consapevolezza di se stessi che gli studenti guadagnavano trasformandosi da rinunciatari e omologati in protagonisti della propria carriera”.

E così è nata l’idea di un’azienda che trasformasse idee in imprese e alcuni di questi ragazzi in creatori di posti di lavoro; su questo progetto Frezza ha raccolto l’interesse di 16 soci, cui si sono aggiunti successivamente investitori privati e istituzionali. Oggi il valore di M31 è stimato in oltre 12 milioni di euro e nel 2010 ha aperto una sua sede a Santa Clara in California, nel cuore della Silicon Valley.

“Attualmente in M31 ci sono 7 aziende; altre ce ne sono state e altre ce ne saranno. Quando un’azienda funziona la vendiamo, e con i guadagni ottenuti  sponsorizziamo altri, nuovi progetti. Lo scopo infatti non è far assorbire M31 dal successo di un singolo caso ma continuare a investire energie nella scoperta e nello sviluppo di nuove potenzialità. Recentemente abbiamo venduto il 6% di CenterVue – azienda nata nel 2008, che opera nel settore biomedicale, che fattura già  circa 7 milioni di euro l’anno – a un fondo specializzato nel biomedicale francese. ”

Quante nuove aziende nasceranno in M31 nel 2012?

Almeno 3: stiamo lavorando su 3 progetti, in collaborazione con il mondo della ricerca, sia nel campo delle scienza della vita che in quello dell’informatica.

Che scenari si aprono in Italia nei prossimi mesi alla luce del dissesto del sistema stato e cosa può fare un giovane imprenditore per non esserne travolto?

Si, si sa, lo Stato è fortemente indebitato, ma le famiglie italiane sono, in media, fra le più ricche del mondo. Certo, da noi i problemi sono tanti, ma sono contrario ad alzare la bandiera del vittimismo; le opportunità ci sono e sono tante. Se solo riuscissimo a fare squadra con le istituzioni e gli altri attori dell’innovazione potremmo superare l’unico grande ostacolo che è quello del nanismo delle singole iniziative, anche M31 è piccola, piccola per quello che facciamo. Di recente ho chiesto alla politica locale di impegnarsi nello sviluppo di un polo della nuova impresa collaborando con l’Università, con noi e gli altri soggetti impegnati in questo settore.

E cosa le hanno risposto?

Mi han detto vai avanti… ma il tempo necessario a metter d’accordo tutti cercando di comprendere gli obiettivi di ciascuno, impossibile, non fa per me… per noi in M31 l’obiettivo è uno solo, trovare e piantare i semi di nuove imprese con alto potenziale di sviluppo, con tutta la ricerca che si fa a Padova i semi ci sono …

Quando è nato e dove.

Sono nato a Pordenone nel 1961. Il piazzale delle corriere in centro era ancora in terra battuta… Sono nato negli anni in cui esplodeva l’industria dell’elettrodomestico e la Zanussi, per cui mio padre lavorava, che era  un po’ come la Google del tempo: forse è da lì che mi viene la voglia di fare impresa.

Cosa le hanno trasmesso i tuoi genitori?

I messaggi che mi hanno passato, o che ho percepito, sono : ’Sii onesto sempre e a tutti i costi’ e “il tuo futuro te lo scegli tu”.

Città preferita o da cui  si sente attratto

Padova. Abito nel cuore della città; cosa c’è di meglio di una passeggiata serale in Prato della Valle quando ti senti stanco?

Se dovesse cambiare stato dove vorrebbe vivere?

Se fossi forzato a cambiare Stato, a lasciare l’Italia, se fossi esiliato, penso che sceglierei la Francia che, per certi versi, è simile all’Italia, ma io sto proprio bene qui, sono felice che la mia famiglia cresca nel nostro Paese, in fondo sono un provinciale. Non conosco Paesi che garantiscano, complessivamente, la stessa qualità di vita.

Mare o montagna?

Montagna.

Per lei, qual è la forza che muove il mondo ?
La vita, lo splendido mistero della coscienza di se’.

Qual è la forza che muove il suo mondo?

Spostare sempre il traguardo più in là. Il mio sogno non è arrivare, ma continuare a potersi porre nuovi obiettivi. Perché il percorso è più bello del traguardo. È ciò che mi accomuna a mia moglie Elisabetta, forse è per questo che abbiamo 5 figli ognuno coi suoi sogni, aspirazioni, difficoltà, soddisfazioni …

Quali sono i suoi progetti/sogni per il futuro?

Realizzare la crescita di M31: sarebbe il mio contributo per un Italia più dinamica, giovane e accogliente.

Artista preferito? (pittura, scultura ed arte in generale)
Sono in genere attratto dal Rinascimento e dagli artisti protagonisti di quel momento. Ma mi piacciono molto le opere di alcuni fotografi, che in una singola immagine riescono a raccontare una storia intera. Per esempio, Michael Christopher Brown di National Geographic www.mcbphotos.com