Loggia e Odeo Cornaro
24 Luglio 2013Andando contro il volere di Alvise Cornaro che predicava una «vita sobria», l’associazione culturale La Torlonga ha condotto una cinquantina di persone a banchettare sotto la Loggia cinquecentesca. Tra champagne francese Encry e graziosi stuzzichini, il «disnar in corte» s’è fatto Cultura viva, nella predicazione di una vita lunga, con il tentativo di sovrastare Passato, Presente e Futuro. «Alvise Cornaro – spiega la guida – aveva fatto suo il concetto di ‘aurea mediocritas’ e aveva destinato il proprio giardino all’otium, con la costruzione della Loggia e dell’Odeo, interamente tributate alle arti del teatro e della musica». Una vita serena e sana, immersa nella vivacità del circolo culturale che ospitò tra gli altri anche le commedie di Angelo Beolco, detto il Ruzante, ma senza quella patente di nobiltà che Cornaro tanto desiderava: «le autorità veneziane – spiega la guida – erano molto conservative e solo con l’appartenenza al patriziato si poteva accedere alle cariche politiche». Ma l’immagine che ci è giunta a noi del Tintoretto ce lo raffigura nei panni di un vecchio senatore veneziano: ecco che l’intellettuale padovano, autore della sua orazione funebre ancora in vita, l’ha fatta ‘in barba’ a tutti, vivendo quella mancanza di nobiltà come un «personale fallimento», riabilitato poi dal matrimonio della figlia. Segue la visita all’interno dell’Odeo, in cui si ritrovano tracce di quella visita a Roma nel 1520, in cui Cornaro aveva fatto esperienza della classicità: il pubblico di visitatori, ammirato, dardeggiava gli occhi nei confronti dei molteplici affreschi che tanto ricordano la Domus Aurea scoperta in quegli anni. Roma antica e Rinascimento, le suggestioni letterarie e visive sono numerose: l’esaltazione della fertilità permette ai visitatori di destreggiarsi in diverse salette, ammiccando alle gioie terrene. Ma la visita è conclusa, i piaceri del palato non mancano: sotto alla Loggia che fungeva da scenografia teatrale, impianto visibile dalla cavea, più persone si sono trattenute a chiacchierare, nell’otium predicato da Cornaro. Arte e cultura, per un connubio inscindibile.
Camilla Bottin








