Intervista ad Annamaria Maccapani e a Giulia Sacchetto
8 Giugno 2015Il simposio di scultura “L_ndescape” organizzato dall’associazione culturale “La Medusa” di Este è stato vinto dall’opera “Shangai” di Annamaria Maccapani e Giulia Sacchetto, due giovani studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. «Ci conosciamo da più di quattordici anni – spiegano le due artiste – ma appena abbiamo visto che in noi nascevano delle idee condivise e si creavano delle vere e proprie affinità artistiche abbiamo voluto provare a lavorare insieme. Il nostro percorso finora si è snodato in due anni di esperienze comuni, ma possiamo affermare con certezza che il nostro punto di forza consiste nel fatto che abbiamo competenze diverse, essendo iscritte a indirizzi diversi, una in Pittura e l’altra in Scultura». Giulia privilegia i particolari, per dipingere o disegnare parte soprattutto da foto di interni di abitazioni, mentre Annamaria si è affezionata alla scultura in piombo, tecnica che vuole esprimere soprattutto attraverso forme che esaltano la leggerezza. «Con “L_ndescape” è la prima volta che partecipiamo a un simposio di Land Art – commentano – abbiamo voluto cimentarci dopo l’invito di un nostro amico, Thomas Tosato de “La Medusa”. È stata un’esperienza molto positiva che ci ha permesso di cogliere visioni differenti nell’uso di uno stesso tipo di materiale, quello trovato inerme sulla spiaggia». L’opera “Shangai”, premiata «per la sensibilità dimostrata nella realizzazione che coniuga elementi verticali su una superficie rielaborata» creando così «un effetto emozionale nello spettatore» si ispira al gioco dal nome omonimo. «Abbiamo voluto utilizzare i legnetti – spiegano – in forma verticale anziché orizzontale quasi come a creare una barriera, una vera e propria impossibilità ad entrare. Come nel gioco in cui bisogna fare attenzione a non spostare i bastoncini, anche qui si usa cautela». A prima vista simile a una cattedrale, con quelle sue forme quasi “sacre”, ascendenti al cielo, “Shangai” è nata il giorno stesso del simposio dopo un brainstorming tra le due artiste. «Prima di arrivare all’opera definitiva – raccontano Giulia e Annamaria – abbiamo messo in cantiere diverse proposte, tra cui quella di creare un giardino che si ispirasse alla vegetazione della spiaggia. Però l’idea definitiva ci è venuta solo dopo che abbiamo cominciato a raccogliere e a disporre il materiale trovato sulla sabbia, solo in quel momento abbiamo capito come doveva procedere il lavoro». Le due artiste avranno l’occasione di realizzare a settembre una personale negli spazi de “La Medusa” a Este: «stiamo ancora valutando quali opere esporre – spiegano – abbiamo iniziato questo percorso insieme e vorremmo portare avanti altri progetti insieme. Questa vittoria ci è giunta come un “segno”, è stata assolutamente inaspettata».
Camilla Bottin
Ph. Thomas Tosato

