Il nuovo lungometraggio di Venicefilm   
Il leone di vetro

Il leone di vetro


Presentazione del lungometraggio che ripercorre le vicende di due famiglie, entrambe produttrici di vino, i Biasin e i Querini, all'alba del referendum con cui il Veneto è stato annesso all'Italia.


Promozione del territorio veneto e dei vini Raboso e Malanotte del Piave, questi gli ingredienti del lungometraggio storico – culturale “Il Leone di vetro” prodotto da Venicefilm e presentato in anteprima martedì 8 aprile nello stand del Consorzio Vini Venezia all’interno di Vinitaly. «Per la prima volta grazie a un film – spiega Giorgio Piazza, il Presidente del Consorzio Vini Venezia – i nostri prodotti vengono inseriti all’interno di una cornice storica che si situa agli albori della Regione Veneto e dell’Italia. Le vicende della famiglia Biasin si svolgono nel 1866 tra la fine della Serenissima Repubblica di Venezia e la nascente Unità d’Italia». Questo «modo intelligente di far parlare di sé un territorio» si riallaccia a questioni che mettono in primo piano l’identità e la sostenibilità e per farlo si ricorre a un vino, il Malanotte, in grado di «esprimere sensazioni piacevoli e gradevoli, in quanto simbolo di grande qualità e spessore». Il film, una nuova produzione della Treviso Film Commission, uno dei quattro rami del Consorzio di Promozione Turistica, è stato girato in buona parte nei luoghi di produzione del Raboso e del Malanotte, quindi territori che si situano a destra del Piave. «La Treviso Film Commission – spiega il direttore Alessandro Martini – si è incrociata due anni fa con la Venicefilm e da allora le garantisce la sua assistenza a diverse produzioni cinematografiche e televisive. La prossima settimana saremo in prima serata con una fiction su RaiUno che si intitola “La Tempesta”, noi vogliamo raccontare il territorio attraverso la cultura, le tradizioni e i prodotti tipici». In quanto regione prima produttrice nazionale con circa nove milioni di ettolitri di cui quattro milioni e mezzo con etichetta «possiamo dire che produciamo parecchio vino di qualità – spiega il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – arrivando ad eguagliare la domanda con l’offerta». Dietro al vino c’è un territorio, una «marcia in più» per l’«identità del Veneto»: tra le location spicca Borgo Malanotte, impegnata dal 1995 in una ristrutturazione. «Se Olmi dovesse rigirare ‘L’albero degli zoccoli’ – continua Zaia – sceglierebbe sicuramente questo borgo in cui sembra che si sia fermato il tempo». Approfondendo un momento storico in cui «l’Italia era divisa in sette stati» il regista Salvatore Chiosi si è detto «felice del frutto realizzato con grande fatica e passione» e ha ringraziato gli attori tra cui Christian Iansante, Andrea Pergolesi e Maximiliano Hernando Bruno e lo staff che ha contribuito a fare di questo film un prodotto unico. «Andate a vederlo – ha concluso – è cinema vostro, regionale».

Camilla Bottin

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