Intervista a Dania Maniero, maestra tanguera

2 Settembre 2013 By Elena Bottin

La fondazione de ‘La Pena Tanguera’: raccontaci lo stimolo e gli amici che ti hanno accompagnato in questo viaggio.
La passione per la danza nasce nella mia infanzia quando, ancora bambina, accompagnavo i miei genitori nelle serate danzanti cui partecipavano per ballare. La danza è stata sempre vissuta, in famiglia, come espressione ludica e al tempo stesso come liberazione dagli affanni della quotidianità, un tramite cui giungere alla pace interiore. Dopo alcuni anni in cui mi sono dedicata alla realizzazione professionale in ambito lavorativo e personale, la passione è riemersa; ho deciso, così, di affrontarla in modo professionale; sono una insegnante appartenente alla Federazione Italiana Danza Sportiva (FIDS -CONI), la mia attività come insegnante inizia davvero molti anni fa attraverso un percorso formativo che va dai balli latino americani, a quelli caraibici per approdare circa dieci anni fa alle danze argentine: letteralmente La Peña Tanguera è il circolo nei Caraibi in cui si balla il tango argentino (il sopracitato marchio che ho registrato, individua, infatti, una formazione artistica amatoriale volta a ideare ed eseguire interpretazioni di danza e musica, per il perseguimento di fini ricreativi, educativo-didattici, nonché mirati alla diffusione dell’arte e della cultura).

Sei una maestra di tango argentino: c’è una filosofia di vita dietro a quei passi? Raccontaci del tuo partner, come vi siete conosciuti. E il marito, ballerino per passione, come l’hai coinvolto?
La mia filosofia è, quindi, quella di avvalersi della musica, della danza, dell’arte più in generale, per produrre sensazioni di serenità, di appagamento e talvolta astrazione, anche se momentanea, dai problemi quotidiani della vita. Ebbene in questa scia ho avuto modo di intrecciare rapporti “umani” con moltissimi allievi, divenuti in seguito amici con la a maiuscola che, come ieri mi hanno dato la possibilità di ricreare la “magia” dello spettacolo…mi ritengo davvero fortunata! Il M° Paolo Pozzato è un vecchio amico: le nostre strade si sono incrociate…a passo di danza, alcuni anni fa, e con esse la collaborazione con le rispettive scuole. Relativamente a mio marito, le nostre passioni si sono, fortunatamente, sempre incrociate da ormai 22 anni.

Lo spettacolo in piazza Carmignoto a Montegrotto è un appuntamento annuale, atteso con ansia e organizzato con cura meticolosa: al tango si è affiancata la danza del ventre. Argentina e Persia, due mondi completamente differenti, c’è un legame?
Argentina paese dalle sconfinate pianure dove il tango aggrega e unisce, Persia paese dei sogni e incontri dove ci si ritrova e si danza, l’elemento comune è appunto la danza come elemento di unione ove far nascere delle sensazioni positive, le danze argentine e le danze orientali costituiscono la sezione danza della palestra V-energy di Montegrotto Terme dove io e Giulia insegniamo; lo spettacolo di ieri è anche per noi l’appuntamento a cui dedichiamo grande parte dell’anno accademico per esprimere al pubblico in un tempo breve, quale la durata dello spettacolo stesso, una sensazione forte…speriamo di esserci riuscite!

Sei mai stata in Argentina?
Purtroppo no poiché in corrispondenza ad un viaggio programmato, i fatti della vita mi hanno indotto ad annullarlo; in ogni caso, fortunatamente, i miei insegnanti di riferimento sono presenti molto spesso in Europa grazie a Festival di Tango e Workshop e ciò mi consente di curare costantemente il mio aggiornamento….a breve è comunque previsto il suddetto agognato viaggio!

A breve inizia il nuovo ‘anno accademico’ nella palestra V – Energy in via dell’Artigianato a Montegrotto: cosa vorresti dire a chi, per una volta, vorrebbe provare a ballare con passione, ma non ne ha il coraggio perché si sente goffo e inadeguato?
Direi che il ballo è per tutti! Le danze argentine, come del resto le altre danze, richiedono un minimo impegno, necessario per acquisirne le strutture basiche e la tecnica, ma il ballo è divertimento ed il tango è divertimento + passione e improvvisazione e proprio quest’ultimo elemento sarò lo stimolo futuro di ogni tanguero. A tal proposito, per i nuovi tangueri ricordo che venerdì 13 settembre 2013 alle ore 21.00 c/o la palestra V-Energy di Montegrotto Terme, ci sarà la lezione di prova gratuita di tango argentino: vi aspetto tutti!

Piazza Carmignoto: la meglio gioventù della società sportiva dilettantistica Vanity Fitness s’è esibita in uno spettacolo che ha visto uniti, in un crescendo dal sapore multietnico, passi di danze argentine (tango argentino, milonga e tango vals) a sinuosità orientali. La data, sabato 31 agosto, voleva portare un saluto alle ultime brezze serali estive e l’ha fatto con un viaggio intorno al globo, sospeso tra l’Argentina e l’Oriente. La risposta del pubblico, calorosa, intorno a quel palco eretto in mezzo alla piazza, a pochi passi dai pittori itineranti, è stata una risposta all’arte: Musica, Letteratura, Danza e Canto si sono fuse per offrire una visione del mondo fatta di colori stranieri, strascichi e spaccati che sanno di passioni sconosciute e irrefrenabili, nel rosso e nell’azzurro. Cristina Castelli, Antonio Lombardi, Roberto Marin e Igor Raia si sono fatti animatori della musica live, promotori di una malinconia senza età: si canta il tango «come nessuno» e «in ogni verso si mette il cuore». Malene o falene? Sul palco, all’ombra delle stelle, donne sinuose accompagnate da cavalieri maliziosi, dardeggiano sguardi di provocazione: i Maestri Maniero e Pozzato si esibiscono sulle note di Piazzolla, in un crescendo di emozioni. Ballano da anni insieme, inseparabili, così come il boos el wawa, curato da Giulia Stern, chiama la danza della strada, per un sorriso ironico rivolto a chi sa coglierlo, nella luce riflessa dello Shamadan che augura felicità a tutti. Non è mancato un accenno alla poesia di ‘Remi Gallard. Controcorrente’: Lucrezia Serrone, presentatrice e ballerina, ha chiamato sul palco una scrittrice esordiente e per dirla con le danze orientali, è stato un gioco di veli, di suggestioni che scivolano al calar del tramonto. Alla fine i saluti hanno promesso un arrivederci all’anno accademico, in attesa di vecchi e nuovi iscritti.

Camilla Bottin