Caetano Veloso al Geox

3 Maggio 2014 By Elena Bottin

O imperio da lei’ sussurra il ritmo di una delle canzoni dell’ultimo album di Caetano Veloso, ‘Abraçaçao’, summa della sensualità brasiliana: in realtà bisognerebbe prendere il pronome e cambiarlo, è lui la persona dalla quale noi dipendiamo, uno dei più grandi musicisti che l’America Latina abbia mai prodotto. Settant’anni e ancora tanta voglia di sperimentare: il nuovo album, suonato con l’ausilio del sound robusto del terzetto Pedro Sà alla chitarra, Ricardo Dias Gomes al basso e Marcelo Calado alla batteria, si apre nel segno di una strampalata nota stridente, ‘La bossa nova è foda’, in cui Veloso rinnega quella che lungo tutto l’arco della sua esistenza era stata un po’ la sua religione. E’ col sorriso che la canta, l’incitamento alla partecipazione del pubblico è costante: con le mani e la voce crea un’atmosfera magica, si ode un raspare di sottofondo che alla chitarra imbracciata mescola ritmi carioca a richiami di samba, di funk e di tonalità africane. E’ un ‘funk melodico’ che alterna toni drammatici in ‘Estou triste’ prima del solo di Pedro Sà dai toni spiccatamente rock: Veloso non si preoccupa di contaminare generi e suggestioni e così appare la scenografia, a rombi bianchi e neri, mutevole in base all’illuminazione alterna. E’ una raffinatezza semplice quella che coinvolge lo spettatore, assorto in un ritmo corposo e vivace dall’inizio alla fine. Otto minuti occupa invece la ballata ‘Um comunista’ dai lievi toni di denuncia, la quale ricorda le istanze che avvicinano Veloso a un gigante come Bob Dylan: non ha dimenticato la prigionia lui, le canzoni le scrive di persona, è un animo sensibile. ‘Vinco’ e ‘Quando o galo cantou’ ricordano invece le sonorità tipiche del jazz brasiliano fino al momento in cui Veloso, complice l’atmosfera sensuale, si è sbottonato un attimo la camicia. Il pubblico era in delirio, rispondeva con mani e piedi, il cantante è uscito un paio di volte per riproporre un bis. Instancabile nel percorrere da destra a sinistra il palco, con un cuore grande rivolto ai suoi fans, Veloso alle 18.30 doveva incontrare fortunati testimoni: al pomeriggio stava poco bene ma sul palco non si è lesinato, ha dato il massimo di sé come la leggenda che circonda le aspettative mai deluse.

Camilla Bottin