Il miele della solidarietà

20 Marzo 2016 By Elena Bottin

Una grande mostra itinerante dedicata al miele attraverserà il Veneto per una raccolta fondi a favore delle cure e dell’assistenza ai piccoli ospiti dell’Hospice pediatrico di Padova. «Il gruppo padovano degli apicoltori veneti, dopo l’incontro con il Santo Padre a cui hanno consegnato il miele “Delectum nectar”, – spiega Raffaele Cirone, Presidente nazionale FAI – Federazione Apicoltori Italiani – si cimenterà in un’altra iniziativa etica e solidale a favore dei più sfortunati. Le api con la loro laboriosità garantiscono la sopravvivenza dell’intero alveare: questa abitudine di vita, sintetizzabile nel motto “il mio non sol ma l’altrui ben procuro”, viene tradotta in pratica dalla rete degli apicoltori veneti». L’Hospice pediatrico è una struttura che si occupa di qualità della vita, di “dolcezza” nella malattia. «Nel corso del convegno regionale di domenica 20 marzo a Conselve – spiega Stefano Dal Colle, Presidente Apat – Apicoltori in Veneto – verrà chiesta la collaborazione di tutti gli apicoltori. A dare voce autorevole al nostro progetto saranno presenti anche il dott. Raffaele Cirone, presidente FAI, e il prof. Antonio Felicioli, Ricercatore dell’Università di Pisa». L’amministrazione comunale ha dichiarato immenso orgoglio per quella che è un’iniziativa che «merita solo sostegno e apprezzamento». Padova, apripista e testimonial del progetto, è la città che ospita l’Hospice pediatrico, un reparto con quattro posti letto, che si prende cura di 120 bambini circa nel territorio del Veneto, piccoli pazienti che sono affetti da malattie rare con problematiche di dolore e inguaribilità. «Il nostro obiettivo – spiega Franca Benini, direttore dell’Hospice – è quello di migliorare la qualità di vita di questi bambini, dobbiamo considerare che in Veneto ce ne sono almeno 750 e le famiglie coinvolte sono altrettante. Calcolando poi che ciascun bambino affetto da una malattia inguaribile modifica la vita di almeno 300 persone a livello sociale e sanitario, l’impatto che abbiamo sul territorio è notevole. L’Hospice è un’idea che è fatta di tantissime persone, un vero e proprio ospedale liquido che accompagna il bambino e la sua famiglia nella fase terminale della vita». A fianco dell’Hospice è nata “L’isola che c’è”, un’associazione di genitori e amici nata nel 2011 che si impegna a promuovere e a far conoscere questa realtà per recuperare risorse al fine di sostenerla e potenziarla. «La sanità – spiega Stefania Bettin, Presidente de “L’isola che c’è” – è lenta e noi cerchiamo di completare il servizio con la raccolta di fondi nella speranza che altri Hospice possano sorgere in tutto l’ambito nazionale e si sia in grado di offrire i migliori servizi a tutti i bambini e alle rispettive famiglie perché la qualità è importante, indipendentemente dall’aspettativa di vita».

Camilla Bottin

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