1 dicembre. Giornata mondiale dell’Aids
30 Novembre 2011Una giornata per fare un bilancio e interrogarsi sul futuro. Medici con l’Africa Cuamm opera per individuare quale sia la strada più giusta ed equa di cura e contrasto. Notizie incoraggianti dal nuovo Rapporto di UnAids: il numero delle persone morte a causa del virus Hiv, nel mondo, si è ridotto del 21%, in 5 anni. Tuttavia nel 2010 sono 34 milioni le persone colpite dal virus Hiv; di queste 22,9 milioni vive in Africa sub-Sahariana. 1,8 milioni le persone morte a causa dell’Aids, la maggior parte (1,2 milioni) abitava in Africa sub-Sahariana. 7.000 i nuovi infetti ogni giorno (nel 2010), il 97% di questi sono in Africa sub-Sahariana. Gli investimenti hanno permesso al 50% delle persone malate (nel mondo) di accedere alla terapia antiretrovirale. Medici con l’Africa Cuamm interviene anche su questo fronte.
«L’esperienza che Medici con l’Africa Cuamm fa ogni giorno è quella di scontrarsi con enormi difficoltà per mantenere in terapia i malati di Aids – dice Fabio Manenti, medico e responsabile del Settore Progetti di Medici con l’Africa Cuamm -. Basti pensare che nell’ospedale San Luca di Wolisso (Etiopia), che fa da riferimento a una popolazione di oltre 1 milione di abitanti, dei 229 nuovi pazienti entrati in trattamento nel 2010, 36 sono morti (il 16%) e 64 sono stati persi al follow-up (il 28%). Sono dati non certo incoraggianti, se pensiamo ai costi economici e organizzativi necessari per identificare tali pazienti, che poi si “perdono” per diversi motivi». «La terapia spesso viene iniziata tardi a causa della diffidenza e dello stigma ancora molto diffusi; le difficoltà, le distanze e i costi che i pazienti devono affrontare per seguire un trattamento così complesso non facilitano la costanza. Sorge, quindi, la domanda di come migliorare il follow-up di questi pazienti, ma anche di come garantire il miglior rapporto costo-beneficio e costo-opportunità, considerando i rischi di creare resistenze ai farmaci, interrompendo o gestendo male una terapia simile – precisa Manenti -. Senza dimenticare che nei paesi africani ci sono altri problemi altrettanto drammatici e urgenti: la malnutrizione severa, il parto complicato, che non ricevono la stessa attenzione da un punto di vista economico. Garantire la terapia per l’Aids resta una grandissima sfida in Africa sub-Sahariana, una delle tante insieme a quella di ridurre la mortalità delle donne a causa del parto e dei bambini che muoiono nel primo mese di vita perché non hanno cure adeguate».