Royal Notes: il taccuino dei fratelli Franceschi
10 Dicembre 2014Sono proprio loro, i figli di Fabio Franceschi, il titolare della ‘fabbrica dei libri’ più grande d’Europa, 100 mila metri quadri e più di 250 dipendenti. Giovani e intraprendenti, Nicola e Alberto hanno deciso di andare controcorrente e, nell’era dove messaggiare, digitare, twittare è un automatismo senza età, i due fratelli invitano a prendere appunti sulla carta, lanciando una sfida anche a quel padre che dopo aver stampato milioni di libri in tutto il mondo, ora può invitare a scrivere in taccuini pensati apposta per questo.
Il prodotto con cui debuttano i Franceschi junior è una sorta di ‘moleskine’, lanciata con il suggestivo nome di ‘Royal notes’ (www.royalnotes.it), un brand che comprende una linea completa fatta di bloc notes, cartelle, astucci e tracolle.
“Puntiamo ad una specie di sciopero collettivo degli sms – spiegano gli inventori di Royal Notes – affinchè si torni a riscoprire la bellezza di prendere nota dei pensieri, dei dettagli di un discorso, o anche per semplici scarabocchi che aiutano l’esercizio creativo. Il nostro prodotto è fatto di carta, la copertina è colorata, la scritta metallizzata e la diffusione avviene attraverso i social media”. L’accostamento cromatico, il materiale selezionato, i dettagli curati e il tratteggio dei fogli per uno strappo senza sbavatura, sono elementi studiati con precisione. “Abbiamo ingaggiato una squadra di ‘professionisti’ composta da coetanei con particolari abilità personali dalla fotografia al design, predisposti ad internet e a sistemi grafici innovativi. Ne è nata una felice collaborazione come ai tempi della scuola”.
Intanto le richieste aumentano e l’elaborazione del progetto si sviluppa con una gamma più ampia con cartelle stampa, astucci e portadocumenti. Entrambi i ragazzi hanno cambiato volto all’azienda introducendo ancora innovazione e fashion style oltre che una piacevole energia professionale. “Qualcuno potrebbe pensare che siamo nati con la camicia – continua Nicola – in realtà siamo sottoposti al giudizio in casa di un talento del nord est. Abbiamo investito i nostri risparmi e siamo pronti a farli fruttare, a Grafica Veneta abbiamo chiesto solo un tetto – e non economico finanziario che sia chiaro, bensì fisico – ovvero un piccolo spazio dove collegare il personal computer per connetterci e fare business”.