Rose verdi – Florilegio scenico da opere di Giuseppe Verdi
4 Giugno 2013Prosegue la rassegna Musica in città – concerti finali degli allievi, la manifestazione promossa dal Conservatorio Pollini con il patrocinio del Comune di Padova in luoghi diversi del centro città.
Giovedì 6 giugno e venerdì 7 giugno alle ore 21 è in programma lo spettacolo musicale Rose verdi – Florilegio scenico da opere di Giuseppe Verdi, con la Scuola di Arte Scenica del M° Gian Franco Zanetti con il M° Sem Cerritelli al pianoforte, la Prof. Marina Malavasi maestro del coro e il M° Gian Franco Zanetti alla regia. Il Florilegio scenico è tratto dalle opere verdiane: Macbeth, Nabucco, Giovanna d’Arco, Luisa Miller , Don Carlos, Simon Boccanegra, I vespri siciliani , Otello, Un ballo in maschera e Falstaff.
Così il regista e M° della Scuola di arte Scenica, Gian Franco Zanetti, spiega lo spettacolo:
Assemblando i vari brani tratti dalle diverse opere di Giuseppe Verdi si è venuta a creare una nuova drammaturgia: essa rivela, sebbene non volutamente, un’interessante trama. Le protagoniste verdiane sono spesso donne la cui sorte – come di consueto nell’opera romantica – è infelice e tragica, esempi di una realizzazione amorosa non nella vita presente ma in una dimensione “altra”, forse trascendente. E il loro destino è quasi sempre conseguenza dell’agire di uomini spinti da conflitti passionali, odi, sopraffazioni, ambizioni, gelosie, tradimenti. Tante vittime, spesso suicide (a volte anche a causa di un femminino oscuro e deviato, come Abigaille, Amneris, Lady Macbeth, ecc. incarnazioni caricaturali sempre del mascolino), che si snodano come i grani di un Mistero Doloroso lungo la trentina di opere lasciateci dal Maestro.
Ma questa ecatombe descritta in modo sublime dal misogino e saturnino Verdi, vede una trasfigurazione nel suo testamento artistico: con la svolta epocale dell’opera buffa, alla vigilia degli ottant’anni, insieme alla leggerezza esistenziale egli riscatta il genere femminile tanto “maciullato” con un “plot” shakespeariano in cui gli uomini – il tracotante John Falstaff ma anche l’impositivo Ford- vengono vinti e vendicati dalla sagacia e dalla simpatica coalizione delle allegre comari di Windsor. Le infelici protagoniste del nostro florilegio si fondono allora nell’evoluzione di un unico personaggio, che appare con “Nabucco” e si conclude felicemente con “Falstaff”, tutte chiamate a raccolta sotto l’emblema del verde, il colore della Speranza (una delle tre Virtù teologali di cui il Tricolore è simbolo); così, tale evoluzione si fa anche allegoria di un’altra figura femminile: la nostra Italia! Questa Italia, di cui Verdi è stato un fautore attraverso l’impulso risorgimentale ben presente nella sua produzione, ora nuovamente vessata e “occupata” dalle forze disgreganti dell’infraumano – simboleggiate in “Rose Verdi” dalle streghe del “Macbeth”- può forse essere fatta risorgere da un intervento sano – e non ombroso e malefico di tante “streghe” contemporanee- delle forze femminili più armoniche che, come il quartetto delle donne del “Falstaff”, sanno riordinare, risolvere, raddrizzare, unire e lenire?
M° accompagnatore al pianoforte: Sem Cerritelli
M° del coro: Marina Malavasi
Regia: Gian Franco Zanetti
Coro
Soprani: Beatrice Bavaresco – Helena Binzaru – Chiara Fiscon – Stefania Fugolo – Mai Fujiwara – Eriko Kawasaki – Kayo Kitamura – Anna Manfio – Yuko Matsuo – Kamilla Menlibekova.
Contralti: Elisabetta Cesarotto – Cecilia Molinari – Elisabetta Picello
Tenori: Francesco Rizzi – Xu Tze – Riccardo Bizzotto
Bassi: Dario Campanaro – Marcus Dias – Dimitri Fontolan – Askàr Lashkin.
Costumi a cura di: Stefania Fugolo & Anna Manfio
Pianista collaboratore: Martina Frigo
Assolo di Violoncello: Alessandra Juvarra
Allegoria dell’ Italia: Veronica Aghito
Si ringraziano per la collaborazione e la disponibilità il Col. Carlo Libanori e il Circolo Unificato dell’Esercito di Padova.