Poche le laureate in informatica. Eppure, per loro, piena occupazione

31 Maggio 2012 By Valentina

Le donne che scelgono studi di area informatica e tecnologica sono appena l’1%, in Italia, eppure sono fra le più richieste nel mercato con una situazione occupazionale che arriva all’80% a tre anni dalla laurea magistrale, con punte del 100% in Veneto, e che supera nella stessa area perfino quella maschile ferma al 95%. < ?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Anche il reddito del gentil sesso occupato nel settore delle tecnologie è fra i più alti, superiore alla media nazionale femminile: il reddito mensile a tre anni dalla laurea magistrale per le donne che lavorano in questo settore è di 1.284 euro contro una media nazionale di 1.141 euro, con ancora una punta al rialzo in Veneto dove il compenso mensile per l’area ICT (Information and Communication Technology) è di 1.356 euro.

È quanto emerge dallo studio “Donne e tecnologie informatichecondotto dal Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e promosso dalla Commissione Pari opportunità della Regione Veneto, presentato oggi nell’ateneo veneziano.

A livello nazionale gli immatricolati maschi di area informatica (2010-2011) sono 12.657, le femmine 2.889, in Veneto 782 uomini e 144 donne. La disparità di genere permane dunque in ingresso, cioè nella scelta degli studi (l’area scientifica nel suo complesso vede una forte prevalenza di immatricolazioni maschili anche se in Italia considerando tutte le discipline risultano più universitarie che universitari), ma non in uscita: alla prova occupazionale le donne che lavorano in ambito tecnologico raggiungono migliori risultati rispetto alle colleghe inserite in altre professioni e in qualche caso anche rispetto ai colleghi maschi.