Nicola Rossi: l’Imu si è fatta sentire
3 Gennaio 2013
Il versamento del saldo IMU lo scorso 17 dicembre si è fatto sentire e molto nei ricavi dei punti vendita padovani. Il dato emerge dall’osservatorio economico della Confesercenti di Padova. Nel periodo 8 /25 dicembre dell’anno scorso oltre il 60% dei commercianti dichiara di avere avuto un calo delle vendite, un altro 30% di avere tenuto gli stessi dati dell’anno precedente, e solo un 10% ha dato, anche se timidi, segnali di ripresa. L’IMU e le imposte pagate tra novembre e dicembre si sono fatte sentire nelle tasche delle famiglie padovane, commenta Nicola Rossi, ed hanno definitivamente compromesso l’atmosfera di festa delle nostre famiglie. Il termometro dell’osservatorio della Confesercenti aveva già segnalato nei giorni precedenti il Natale il crollo della propensione all’acquisto un po’ in tutti i settori compreso quello alimentare, (con unici segnali positivi provenienti dal consumo di pane, farine, pasta, uova) e qualche segnale positivo solo nelle vendite di tablet e telefonini e relativi accessori.
Purtroppo, continua Rossi, nonostante la ripresa notevole negli ultimi due giorni precedenti il Natale, il dato finale è alquanto preoccupante: nell’alimentare abbiamo un meno 10% per i prodotti tradizionali (pandoro, panettoni, torroni ecc.) meno 5% nei vini, meno 10% nelle carni, salumi, – 5% nei formaggi e latticini.
Nel non alimentare non è andata bene per gli elettrodomestici – 30%, l’abbigliamento con un meno 15%, i giocattoli con un meno 10%.
In sostanza un meno 8% tra alimentare e non alimentare che ci preoccupa non poco, è il commento del presidente Rossi.
Le famiglie, già in difficoltà, durante il mese di dicembre hanno stretto la cinghia in attesa dei pagamenti dell’IMU e delle atre scadenze, le tredicesime in gran parte sono state erose dalle scadenze fiscali e dalle bollette. Dopo il pagamento dell’IMU (17 dicembre), le famiglie hanno fatto i conti con quanto ancora dovevano pagare ed hanno dedicato agli acquisti natalizi gli spiccioli. Sicuramente la tanto decantata spending review è già abbondantemente applicata nelle nostre famiglie ed al pari, continua Rossi, è evidente il ritorno alla sobrietà. Il fatto che reggano alcuni prodotti che servono per prepararsi da mangiare in casa, o il fatto che per il cenone di capodanno ben 9 padovani su dieci abbiano deciso di farlo in casa, è il più chiaro dei segnali del ritorno alla sobrietà. Purtroppo, chiude Rossi, non si tratta di una criticità temporanea. I nodi di fondo sono strutturali e devono essere sciolti con i tempi necessari. Occorre però una brusca ed immediata sterzata nella politica economica, occorrono, immediatamente, provvedimenti in grado di dare fiato e potere di acquisto alle famiglie, altrimenti sarà il baratro per tantissime aziende.