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  20/01/2012           

Come i negozianti padovani percepiscono i progetti pro-liberalizzazioni del governo Monti


Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Nicola Rossi, presidente dei Confesercenti


’’Ma veramente siamo noi l’ostacolo principale alla crescita del Paese?< ?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Ma sinceramente crediamo che chi sta bloccando lo sviluppo dell’Italia, chi toglie linfa e fiducia alle famiglie, chi taglia il lavoro ai nostri giovani, siamo proprio noi?

Ma siamo sicuri che la cancrena dell’economia italiana sia Achille, commerciante ambulante, che si alza alle 4 di ogni mattina (alla domenica alle 6) per andare ad approvvigionare la frutta fresca per il proprio banco, oppure Giorgio l’edicolante che ci saluta tutte le mattina e se gli va bene lo pagano con il 20% degli aggi dei giornali, oppure Ermes il ristoratore che fa anche il boscaiolo per recuperare la legna fresca per la grigliata, o Luciano il benzinaio che guadagna 3 centesimi ogni litro di benzina venduto, o Toni il barista che con la moglie  si fa sedici  ore al giorno  dietro il bancone, oppure Linda con il suo negozio di abbigliamento che oramai vende più merce a prezzo di costo che quella in cui ci mette la ricarica.

Mi dispiace, ma sono convinto che non sono costoro il male dell’Italia. Nonostante le campagne mediatiche, nonostante le statistiche, nonostante i paroloni dei grandi manager dell’economia nazionale, sono convinto che non è distruggendo questo mondo che risolveremo i nostri problemi, anzi.

Si tratta di gente modesta, lavoratori  onesti che non hanno la possibilità (economica e materiale) di  trascorrere le vacanze a Cortina o a Portofino ( d’inverno al lavoro, o qualche giorno low coast a febbraio, d’estate al lavoro o qualche giorno nelle spiagge venete o romagnole)

Non lo so, e non ne sono convinto che se queste attività fossero completamente liberalizzate (poiché aperte alla concorrenza lo sono eccome) si potrebbe risparmiare qualche euro come dicono le associazioni dei consumatori.

Ho sentito il ministro Catricalà parlare di inflessibilità nei confronti delle categorie cosiddette protette, ma non parlava dei notai, dei parlamentari, dei mega dirigenti pubblici, o delle grandi aziende fornitrici di servizi, no parlava proprio di Achille, Ermes, Giorgio, Luciano e Linda, sarà con loro che sarà inflessibile.

Non importa se le nostre aziende e le nostre famiglie pagano il Gas fino al 50% della Gran Bretagna. Oppure se la bolletta dell’acqua è aumentata del 25% dal 2006 o se i trasporti ferroviari ci costano il 23% in più come quelli pubblici, o se le tariffe dei servizi pubblici come la raccolta dei rifiuti è cresciuta del 60% dal 2002, o ancora se paghiamo le assicurazioni oltre il 40% più care di tanti altri Paesi Europei.

No questo non importa. Non importa se per queste spese una famiglia media di tre persone spende oltre 400 euro in più al mese rispetto a quello che spende una analoga famiglia in Europa. No il problema non è questo, obiettivo prioritario ed inflessibile sarà quello di promettere di risparmiare qualche euro al mese criminalizzando e costringendo a chiudere migliaia e migliaia di onesti lavoratori’’.

 

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