La Bibbia e il web

25 Maggio 2015 By Elena Bottin

Il Festival Biblico a Padova si è chiuso lunedì 25 maggio con il convegno internazionale sulla Bibbia dal titolo “Annunciare la Parola nel 2025 – Il futuro pre-visto dai webevangelizzatori”. L’incontro a più voci che si è tenuto alle ore 18 presso la sala dello Studio Teologico della Basilica del Santo ha voluto analizzare in particolare l’apporto dei media nell’attività di comunicazione al fedele. «La Parola deve essere usata – spiega don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Comunicazione di Padova – in tutto il mondo come una sorta di buona guida». La condivisione delle più note esperienze europee di diffusione della Parola tramite internet ha visto l’apporto di massimi esperti dell’evangelizzazione nel digitale. «È molto importante che la Chiesa non si arresti di fronte alla “difficoltà” digitale – spiega Paul Tighe, segretario del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali – la sua presenza deve essere costante. L’utilizzo degli strumenti elettronici può portare infatti a una maggiore comprensione della cultura dei tempi, sono sempre di più i fratelli e le sorelle “in rete”. Non va sottovalutata in ogni caso una presenza “giusta”, che sia rispettosa di modalità non invasive». Durante il convegno non sono mancate inoltre le voci di due realtà che si occupano di pastorale online a Padova, ovvero “Un attimo di pace” rappresentato dal direttore del progetto don Marco Sanavio e “Messaggero di Sant’Antonio” tramite la voce di Giulia Cananzi. «La Chiesa si sta convertendo – afferma Jesus Colina, presidente e direttore editoriale di Aleteia – fino a uscire da se stessa e cercare la gente nelle sue case “virtuali”. La separazione tra reale e virtuale non esiste più». Secondo Roderick Vonhögen, fondatore di Star Quest Production Network, Internet ha possibilità di diffusione illimitate, il suo progetto da solo ha raggiunto 20.000 persone. «Intere famiglie sono tornate alla Chiesa – afferma – grazie a Star Quest, programma che spiega la religione tramite i social media. Bisogna essere sicuri di seguire la Bibbia nella lingua che interessa alla gente, in maniera semplice e accattivante». Chiude l’incontro Ruth Morris, Manager della comunicazione dei Gesuiti nel Regno Unito che parla di «nuova comunità online» in grado di aggregare a sé diverse realtà. L’evento, in lingua inglese e a ingresso libero su prenotazione, si poteva seguire in italiano mediante traduzione simultanea in loco ed è stato trasmesso in streaming sul sito festivalbiblico.it, diocesipadova.it e altri siti che sostengono e condividono il progetto.

Camilla Bottin

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