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Dal 1 giugno al 23 agosto   
Scultori a confronto: Novello Finotti e Kim Young – Won

Scultori a confronto: Novello Finotti e Kim Young – Won


Durante i mesi estivi gli spazi di Palazzo Zuckermann, dei Musei Civici agli Eremitani, dell’area antistante il Municipio e della Galleria La Teca di corso Umberto saranno impreziositi dalle opere di Novello Finotti e Kim Young – Won, due maestri dell’arte contemporanea.


Con un percorso all’aperto tra le bellezze cittadine e le installazioni dei due artisti Padova ha voluto dare il proprio contributo alla valorizzazione dell’arte contemporanea. «Il nostro obiettivo – spiega Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova – è quello di stornare le menti dall’idea di un museo chiuso in se stesso e indicare una via che porti al confronto e al dialogo».
In questi giorni, durante l’installazione delle prime opere nel centro della città e nei giardini dei Musei Eremitani, i padovani hanno osservato meravigliati l’avvicendarsi di queste strutture monumentali dal peso di oltre una tonnellata e sono stati animati dalla curiosità di scoprire chi fossero gli artefici di tali meraviglie.
«Molti si son chiesti fin dall’inizio – continua Colasio – quali fossero i significati reconditi che erano sottesi all’atto della creazione ma le opere di Finotti e di Young – Won celano dietro al marmo e al bronzo una grande complessità simbolica». Le 40 sculture esposte raccontano l’uomo e il suo equilibrio tra esistenza e aldilà, in un vero e proprio desiderio di «iperfinitezza»: «ci troviamo – afferma Davide Banzato, direttore dei Musei e delle Biblioteche del Comune di Padova – di fronte a creazioni metamorfiche, spesso inquietanti ma mai cupe, in cui vediamo gli aspetti umani trasmigrare in quelli animali o convivere e compenetrarsi addirittura con il mondo delle cose inanimate o delle macchine». L’«affinità ideale» che lega lo scultore italiano a quello coreano nella «ricerca dei valori formali» ha portato Padova a «voler esporre il linguaggio dell’anima nelle sue diverse sfaccettature»: è, secondo le parole dell’assessore, una «cultura contemporanea», in grado di raccontare qualcosa di più sulla sensibilità umana.
«Mia madre era solita a dirmi ‘parla poco e lavora molto’ – spiega Novello Finotti, scultore veronese conosciuto benissimo a Padova per le sue sculture poste a decorazione della facciata della Basilica di Santa Giustina – e così ho fatto tesoro di questo insegnamento, ho trascorso gran parte della mia vita immerso nello studio e nel lavoro. Non sempre riesco a raggiungere le idealità che mi prefiggo e questo mi porta ad essere in crisi, ma mi convinco che solo con il duro lavoro conquisterò quelle vette che esistono nella mia mente».
Finotti, impegnato nello studio del materiale e dei grandi scultori del passato come Donatello, cerca nell’opera d’arte «quelle vibrazioni che fanno sognare e fanno vedere anche quello che apparentemente non c’è».
L’incontro tra i due maestri, avvenuto a Pietrasanta due anni prima, allude a una comune «espressione di forma e contenuti». «Quando ho visto un’opera del maestro mio collega – spiega Finotti – ho ritrovato quello che io ho sempre voluto sottolineare con il mio lavoro». Kim Young – Won si è detto felice di essere presente a Padova in quanto ha voluto seguire personalmente le installazioni nel centro di quella che è «una città ricca di storia»: grazie al patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Corea, della Regione del Veneto e dell’Istituto di cultura coreano di Venezia, l’artista potrà essere presente all’inaugurazione e con l’ausilio di un interprete potrà ricevere personalmente i complimenti che le sue opere rendono doveroso tributargli.
«Spero che questa mostra risulti interessante ai passanti – afferma Novello Finotti – riuscire a fermare anche solo per un secondo i padovani davanti a un’opera d’arte è un miracolo».
Il punto di partenza del percorso artistico sarà in via VIII febbraio, davanti al Municipio, dove si potranno ammirare le prime sculture. Poi si proseguirà con una camminata di una decina di minuti per arrivare all’altro snodo della mostra, i musei civici di piazza Eremitani e gli spazi circostanti vicini alla Cappella affrescata da Giotto. Le sculture sono collocate nei giardini e nel chiostro del museo, oltre che all’interno del vicino Palazzo Zuckermann.

Camilla Bottin

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