Campagna per il diritto allo studio

5 Aprile 2013 By Elena Bottin

Giovedì 5 aprile davanti al Bo e all’ingresso dell’Esu sono comparsi due striscioni con la scritta 10 proposte per il diritto allo studio, mai più senza borsa, a sostegno di una campagna di raccolta firme nazionale per impedire il collasso del sistema del diritto allo studio in Italia organizzata da Link Coordinamento Universitario e portata avanti a Padova dal SdS, il Sindacato degli Studenti. Diversamente al resto d’Italia, a Torino, Milano, Pisa, Siena, Roma, Napoli e Bari, a Padova gli studenti non hanno occupato le sedi Esu/Adisu, ma si sono fatti in ogni caso promotori di quei 57.000 studenti che quest’anno sono stati ritenuti idonei non beneficiari, ovvero che sono ritenuti idonei alla borsa di studio per reddito e merito ma che non possono riceverla per mancanza di fondi. I dieci provvedimenti che rientrano nella campagna nazionale della Rete della conoscenza per la difesa del welfare studentesco sono consultabili e modificabili dietro commento sull’omonimo sito del sindacato e comprendono tra le priorità la copertura totale delle borse, nuovi alloggi studenteschi, politiche in sostegno degli affitti, mense di qualità, criteri di reddito e di merito omogenei.
In un vero e proprio momento di ‘stallo’ politico, i dati sono preoccupanti: 103 milioni sono stanziati quest’anno per il diritto allo studio, ma per il prossimo solo 14 milioni, che non bastano per la copertura di tutte le borse. L’università non deve diventare un lusso di pochi, dal 2003/2004 il calo delle immatricolazioni è arrivato al 17%. «Solo una settimana fa – dichiara Giada Pigatto, rappresentante degli studenti in Esu – abbiamo lanciato un’assemblea per discutere del bilancio di previsione 2013 della regione Veneto: 1103 idonei non beneficiari per il 2011-2012 e 2226 per il 2012-2013 dovranno ancora attendere per un loro diritto. A ciò si somma l’annosa questione della Mensa Marzolo, chiusa dal gennaio 2010 e rimpiazzata con mense convenzionate: in entrambi i casi gli studenti si finanziano un diritto allo studio che resta comunque inadeguato».
A Padova, grazie alle proteste dei membri del Sindacato Degli studenti la Regione Veneto ha sbloccato i 3 milioni di euro statali e l’Ateneo di Padova ha confermato lo stanziamento di 2 milioni necessari per coprire al 100% le borse di studio dell’anno 2010/2011. Questo non basta, secondo Enrica Mello, rappresentante degli studenti nella Scuola di Psicologia, «non c’è più tempo, l’abbandono universitario e il calo delle iscrizioni in tutta Italia parlano da sé: il Fondo Integrativo Nazionale dev’essere finanziato seguendo una seria pianificazione, almeno triennale, per evitare che, come già successo, siano delle misure di emergenza a finanziarlo di anno in anno».
La petizione, sottoscrivibile on line:
http://www.activism.com/it_IT/petizione/non-c-e-piu-tempo-10-proposte-sul-diritto-allo-studio/43182

Camilla Bottin