Padova Jazz Festival

18 Ottobre 2015 By Elena Bottin

Per qualche giorno, dal 9 al 15 novembre, come nella canzone Disney, a Padova «tutti quanti vogliono fare jazz»: in varie sedi della città, con tre serate finali al Teatro Verdi, si terrà la diciottesima edizione del “Padova Jazz Festival” organizzato dall’associazione culturale Miles. «Il festival ha raggiunto la maggiore età – afferma Gabriella Piccolo Casiraghi, Presidente dell’associazione Miles – e continua a proporre al pubblico un’offerta culturale molto viva, con musicisti e contenuti sempre variegati. La rassegna si tiene a novembre, con la ripresa delle lezioni universitarie, perché il jazz è giovane e crediamo nella partecipazione degli studenti, amanti di tutto ciò che è improvvisazione, che è fuori dagli schemi». Questa edizione, a detta degli organizzatori piuttosto “trasgressiva”, avrà i suoi momenti salienti nelle tre serate finali al Teatro Verdi: giovedì 12 ci sarà il quintetto del cantante Kurt Elling, il vocalist maschile più celebre apparso nella scena jazz internazionale negli ultimi due decenni, venerdì 13 ci saranno i Bad Plus che sanno suonare in maniera tale da abbattere ogni frontiera tra jazz, pop e rock e infine sabato 14 ci sarà il Groove Lab del bassista afro-americano Ameen Saleem con una fusione di stili nell’orbita della black music. «Il festival padovano è tra i più apprezzati per la qualità della sua programmazione – continua la Piccolo – e oltre al jazz d’oltre oceano, abbiamo cercato di dare spazio anche al jazz italiano che al Cinema Teatro Torresino porterà in scena i tre eccellenti progetti di Mauro Ottolini, Francesco Bearzatti e Bebo Ferra». La bella sala del Torresino è infatti rinomata per la sua ottima acustica ed è spesso usata per registrare musiche dedicate alla pubblicazione su CD, in virtù della capacità di far udire il colore di ogni strumento. Lunedì 9 novembre ci sarà Mauro Ottolini con il suo inusuale “Trio campato in aria” privo di sezione ritmica, il quale unisce ricerca sonora e conoscenza delle tradizioni con la sperimentazione di nuovi linguaggi, martedì 10 ci sarà il “Tinissima Quartet” del sassofonista friulano Francesco Bearzatt che eseguirà un sulfureo omaggio alle musiche di Thelonius Monk e per finire mercoledì 11 Bebo Ferra con il trio “Voltage” a cui dà colore il sound dell’organo Hammond. «La consueta programmazione al Plaza – continua la Piccolo – rinforza quanto va in scena nei teatri: l’hotel padovano, che diventerà un vero e proprio jazz club durante il festival, esplorerà con vari concerti il jazz made in Europe per poi sterzare verso la musica statunitense. Due saranno i concerti ogni giorno, uno gratuito pomeridiano e uno serale con ingresso a pagamento, comprensivo di aperitivo e buffet. Si partirà con il quartetto di uno dei più vigorosi sassofonisti afro-americani saliti alla ribalta negli ultimi anni, Wayne Escoffery e si continuerà con il trio del contrabbassista Gautier Laurent, con la voce suadente di Ty Le Blanc accompagnata da un trio carico di soul e per finire con il trio del pianista Spike Wilner. In ognuno dei set serali si aggiungerà sempre un sassofonista ospite diverso, nello spirito d’improvvisazione del jazz. Spike Wilner è il gestore e co-proprietario di uno dei più noti jazz club al mondo, lo Smalls Jazz Club di New York e la sua presenza è significativa perché testimonia l’importanza del gemellaggio del festival padovano con una struttura del genere». All’interno del “Padova Jazz Festival” ci sarà anche “Jazz@bar”, un festival nel festival, con vari concerti in locali e ristoranti padovani. Si segnalano soprattutto i due appuntamenti che si terranno al Centro Giotto con il Kollettivo Stesi e la Charter Line Band. Le esperienze jazzistiche non si fermano ai teatri e ai locali, ma si trovano anche “fuori” dal palcoscenico: oltre al workshop “Paesaggio sonoro + arte postale” tenuto dagli artisti visivi Anna Piratti e Paolo Valentini, l’Hotel Plaza ospiterà due presentazioni editoriali (“Storie di jazz” e “Gli standard del jazz, una guida al repertorio”) e una mostra fotografica, “Null” di Lorenzo Scaldaferro. Le Scuderie di Palazzo Moroni accoglieranno invece la mostra di Adriana Mateo dal titolo “AM Jazz, Three generations under the lens”.

Camilla Bottin