Delirio Dear Jack
14 Febbraio 2015

L’arrivo in sala stampa dei Dear Jack è stato travolgente, non tanto per i contenuti espressi. Nel 2014 hanno preso parte allo show televisivo di Canale 5 “Amici” condotto da Maria De Filippi.
Un gruppo nato nel 2012, partito da 2 elementi, estesosi a 4 e poi al fatidico numero 5, come le tante boy band. Il loro è stato un autentico boom, paragonabile ad un cerino gettato all’interno di un barile di benzina. Un successo anzitutto televisivo prima ancora che musicale, che ha trovato in Sanremo l’humus fertile per alimentare le radici del divismo moderno. A guardarli bene, in realtà, tornano alla mente le immagini di un giovanissimo Gianni Morandi “fidanzatino d’Italia” circondato dalle fan, oppure quelle ancora più scioccanti delle deliranti ragazze che attendevano l’arrivo dei Beatles. Quella forma di possessione satanica della propria coscienza si ripropone oggi, con le figlie o le nipoti di coloro che – qualche tempo addietro – si comportavano alla stessa maniera. Che sia giusto o sbagliato non si sa, di sicuro appare comunque “strano”.
L’augurio è che i Dear Jack possano fare almeno un terzo o un quarto dei loro nonni predecessori. Sarebbe già un grande successo per loro. In attesa di una nuova edizione di Amici, in attesa di nuove boy band da idolatrare e altre da dimenticare. , estesosi a 4 e poi al fatidico numero 5, come le tante boy band. Il loro è stato un autentico boom, paragonabile ad un cerino gettato all’interno di un barile di benzina. Un successo anzitutto televisivo prima ancora che musicale, che ha trovato in Sanremo l’humus fertile per alimentare le radici del divismo moderno.
Alberto Sanavia
Foto di Maria Elena Schiavon