Il gioco delle parti
17 Novembre 2016Dopo il successo della rassegna teatrale estiva in Villa Ca’ Marcello di Levada, la Compagnia Arte Povera di Mogliano Veneto presenta la rassegna teatrale autunnale di Piombino Dese: si darà il benvenuto all’autunno con l’ultimo appuntamento dedicato al Maestro Luigi Pirandello. Ad ospitarci questa volta sarà la Sala San Tommaso Moro del comune di Piombino Dese (PD).
Commedia in 2 atti da Luigi Pirandello
Drammaturgia F. Boschiero & F. Zanlungo
Regia Francesco Boschiero
L’OPERA
Tre concorrenti in questo Gioco; un solo obiettivo: eliminare l’avversario. Un reality show secondo l’amato – o forse dovremmo dire imposto – format americano dove vige il sacro e perverso meccanismo della “scelta” del pubblico. Il pubblico diventerà Dio (o avrà la percezione di esserlo?). Ma il Gioco può anche sfuggire al controllo del creatore, soprattutto se il giocattolo è fatto di carne, sangue ed emozioni. …e se fosse tutto un Gioco? Se la realtà fosse nascosta da un’altra realtà, apparente e fasulla? …e se tutte le sicurezze del pubblico saltassero? Se fosse proprio il pubblico a dover decidere come deve andare a finire lo spettacolo a cui sta assistendo? …e se WhatsApp fosse il vero protagonista dello spettacolo? Lo spettatore è drammaturgo/regista/protagonista. …e se il pubblico venisse chiamato a decidere addirittura chi deve morire e non potesse esimersi dal votare…per l’ultima volta?
SINOSSI
Uno studio televisivo allestito in un teatro
Il nuovo reality show chiamato “IL GIOCO DELLE PARTI” sta per iniziare. Il pubblico sarà chiamato a decidere le sorti dei tre concorrenti:
- Leone Gala, filosofo e cinico, ha risolto il gioco dell’esistenza facendo il vuoto di sentimenti e passioni dentro di sé;
- Silia, sua moglie, dal carattere superficiale e capriccioso, che odia i discorsi intrisi di logica del marito;
- Guido Venanzi, l’amante di lei e amico di lui, completamente dominato dai due.
Le loro vite sono imprigionate in un’impasse emotiva. Nessuno dei tre riesce a trovare la felicità. Sarà solo attraverso questo reality show che i nostri tre protagonisti, grazie alle decisioni del pubblico, avranno l’opportunità di “risolvere” i loro personali attriti. Smartphone accesi per questo spettacolo, tutti on-line su WhatsApp, commenti in diretta, fari a massima potenza, luce e telecamere di videosorveglianza attivate. Ma cosa succederebbe se scoprissimo che abbiamo realmente il controllo di tutto? Potremmo continuare a divertirci trasformandoci all’occorrenza in carnefici o salvatori o ci troveremo a giustificare le nostre azioni appellandoci alla morale e all’etica? In entrambi i casi non ci saremo resi conto di essere noi stessi prigionieri della “macchina” creata per divertirci ed intrattenerci: fagocitati dallo stesso Show-Business che non abbiamo mai chiesto ma del quale non riusciamo più a fare a meno. Avremo perso il confine tra realtà e finzione
NOTE DI REGIA
Il Reality Show ha conosciuto il periodo di maggior successo nei primi anni Duemila, grazie alla diffusione su scala mondiale del famigerato Grande Fratello. La vita quotidiana di dieci persone normali in un’unica Casa, costantemente sorvegliata dalle telecamere, sembra aver conquistato completamente il pubblico di tutto il Pianeta, tanto che diverse versioni di questo Reality sono state proposte in ben 42 Paesi del mondo.
A partire dal nuovo Millennio sono nati numerosi altri programmi sulla falsa riga del Grande Fratello: si sono letteralmente insinuati nelle nostre case, distogliendo l’attenzione del pubblico dalla realtà, tramite la “realtà”. La finzione diventa realtà, il mondo reale diviene distante e illusorio. La relatività della verità e la realtà nella realtà sono stati temi molto amati da Luigi Pirandello. I personaggi pirandelliani si trovano, loro malgrado, a vivere una storia nella storia. Si disperano, si rallegrano, litigano e si innamorano, sempre spiati dall’occhio attento del pubblico. Il pubblico, che inizialmente riconoscerà in questa pièce una fedele rappresentazione di un format televisivo a tutti gli effetti (tanto che la domanda è d’obbligo: “ma veramente posso comandare l’andamento della storia?”) si renderà conto di essere, piano piano, chiamato a decidere di avvenimenti sempre più intimi relativi ai protagonisti fino ad arrivare all’apice: la vita o la morte di una persona.
Forse è questo, in soldoni, quello che ha risvegliato in ognuno di noi un certo modo di fare intrattenimento: possiamo arrivare nel cuore del “malcapitato” scoprendone gli aspetti più intimi, farli nostri e grazie al potere di onnipotenza, arrivare a decidere della sua sorte per poi, naturalmente, gettarlo nel calderone all’arrivo del prossimo concorrente…o del prossimo Reality.