Ammara-Prosseda: pianoforte a quattro mani per il concerto conclusivo di stagione
20 Giugno 2016Programma prevalentemente italiano per l’ultimo appuntamento della stagione Grandi Interpreti organizzato della Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi. Il concerto conclusivo è affidato al duo formato da Alessandra Ammara e Roberto Prosseda (pianoforte a quattro mani) che si esibiranno mercoledì 22 giugno, ore 20.30 nella Sala dei Giganti al Liviano. Il programma affianca al capolavoro di Ravel Ma mère l’oye una scelta di brani di autori del Novecento storico italiano: Casella (Pupazzetti), Respighi (Antiche arie e danze), Fano (Preludio sinfonico), Omizzolo (Quattro momenti musicali).
Alessandra Ammara e Roberto Prosseda suonano stabilmente insieme dal 1999, traendo dalle rispettive ed intense carriere solistiche internazionali continui stimoli e spunti da riporre nell’attività del duo. Vincitrice di importanti concorsi, tra cui il Casagrande, Alessandra Ammara è stata ospite di alcune delle più prestigiose sale da concerto come il Musikverein di Vienna e il Concertgebouw di Amsterdam. Come solista ha collaborato con orchestre di fama, dai Wiener ai Berliner Symphoniker. La notorietà di Roberto Prosseda è esplosa con le incisioni Decca dedicate a Mendelssohn. Dal 2011 si esibisce anche su piano-pédalier: per l’etichetta Hyperion ha inciso l’integrale di Gounod per questo strumento, affiancato dall’Orchestra della Radio Svizzera Italiana diretta da Howard Shelley. Attivo anche come saggista, autore televisivo e coordinatore artistico, il pianista “collabora” da tempo con il robot Teo Tronico e con il suo inventore, Matteo Suzzi.
I Momenti musicali, ultima composizione di Omizzolo, vanno intesi come quattro tempi di un’unica organica composizione, ordinati secondo un rapporto di simmetrie incrociate: tra il primo e il terzo brano, e tra il secondo e il quarto, si stabiliscono evidenti parentele semiografiche e caratteriali. L’architettura dei brani è libera da ogni dogmatismo, i temi si svolgono in un discorso vario e fluente e mai si arrestano nel gioco inaridito delle riprese e degli sviluppi.
Il Preludio sinfonico di Fano è un brano orchestrale giovanile che entusiasmò il suo maestro Martucci per la drammaticità sorprendente e per la notevole vena melodica. La capacità con cui il giovane Fano sviluppa ogni elemento della partitura quasi “alla tedesca” denota una preparazione tecnica già solidissima e una mentalità musicale cresciuta all’ombra dei grandi classici.