Il sigillo della città a Nestor Kirchner
24 Aprile 2012
Il 20 aprile 2012 si è svolta la cerimonia di consegna dei sigilli della città di Padova in ricordo del Presidente Argentino Nestor Kirchner; è stata prima di tutto un’occasione per riportare l’attenzione sul dramma dei Desaparecidos e ravvivarne la memoria. Un episodio che nonostante un oceano di distanza, porta gli stessi segni della tragedia europea dello sterminio nazi/fascista. < ?xml:namespace prefix = o ns = ’urn:schemas-microsoft-com:office:office’ />
Il pubblico ha potuto ripercorrere i momenti più terrificanti del Golpe del generale Videla assieme ai dolorosi ricordi degli ospiti, testimoni diretti di questo triste capitolo della storia argentina.
Enrico Calamai, in quegli anni Console presso l’Ambasciata Italiana di Buenos Aires, ha fornito un toccante resoconto di quella che fu probabilmente la giornata più indimenticabile della sua vita e di quella di molti altri argentini. Ad oggi, Calamai è considerato un eroe per aver prestato soccorso e organizzato le fughe di numerosi giovani perseguitati di origini italiane.
Vera Vigevani, all’apparenza una docile e simpatica vecchina con un velo bianco a coprirle i capelli, ha invece esternato un vigore e un’energia insoliti per una persona di 83 anni. La donna, che a causa del golpe ha perso la giovane figlia, ha invitato ad un’attenta riflessione sull’accaduto e ha ribadito l’importanza di non smettere mai di combattere per la giustizia e la verità. E’ fondatrice assieme ad altre donne dell’associazione Madres de Plaza de Mayo. Grazie a questa fondazione, centinaia di ragazzi hanno potuto riabbracciare le famiglie dalle quali erano stati divisi durante i numerosi sequestri messi in atto dai militari golpisti.
Il giornalista Horacio Verbitsky ha infine illustrato con estrema cura gli enormi progressi di giustizia che il governo argentino ha portato avanti grazie all’ex presidente Nestor Kirchner e al suo governo, tra il 2003 e il 2007.
Grazie alle sue politiche, molti generali sono stati finalmente condannati per le loro colpe e i tanti famigliari delle vittime, hanno forse trovato un lieve e nuovo senso di pace nei confronti di un dolore che durava ormai da più di 30 anni.
Alla fine di questo repertorio di ricordi che ha lasciato il pubblico in rispettoso e rapito silenzio, il ministro degli esteri Hector Timerman è stato invitato a raggiungere il palco affinché il sindaco padovano Flavio Zanonato potesse consegnargli i simbolici sigilli della città.
Ciò che maggiormente ha colpito me, in quanto spettatrice, è stata probabilmente la rigorosa umiltà degli ospiti e dei politici argentini presenti in sala durante la cerimonia. L’assenza di frasi di circostanza, di guardie del corpo, e la scelta del ministro Timerman di non avvalersi di alcun tipo di traduttore nonostante le sue conoscenze pressoché nulle della lingua italiana, hanno donato la piacevole sensazione di essere davanti a uomini comuni. Le stesse persone che si potrebbero incontrare passeggiando per la città o con le quali chiacchierare del più e del meno davanti ad un bicchiere di vino al bar. Una scena alla quale noi italiani non siamo più abituati.