Ritratto contemporaneo di Renato Pengo
16 Maggio 2012’’In una società ormai preda della fibrillazione tecnologica, una idea, dall’angolazione dell’artista, nel tentativo, forse utopico, di recuperare un’etica antropologica del bisogno.
L’uomo è ridotto ormai a un viandante impaurito senza meta e si trova come un iceberg alla deriva senza riferimenti e spazi interiori.
L’unica incerta identità e l’unica possibilità diventa la propria immagine specchiata sullo schermo del computer.
Ci stanno rubando la memoria, ci impediscono di sognare e immaginare, imponendoci un presente ‘tutto compreso’ nell’effimero veloce tapis roulant della superficialità.
Mai come in questo momento l’artista ha l’obbligo e il dovere di cercare, di creare alternative del sapere, del sentire e del comunicare.’’
Renato Pengo