Edgar Reitz: non di solo Heimat
2 Maggio 2016Il film più lontano nel tempo è Meizeiten, l’esordio che fruttò a Reitz il Leone d’Argento al Festival di Venezia; gli fanno seguito Cardillac (1969), Il viaggio a Vienna (1973), Ora zero (1977) e Il sarto di Ulm (1979). L’ultimo lavoro in ordine cronologico è Heimat-Frammenti: Le donne che apre lunedì 2 maggio la retrospettiva. Si tratta di un’originale rivisitazione della saga di Heimat attraverso gli occhi di una protagonista “minore”, Lulu Simon: una ricomposizione di un passato fatto di spezzoni scartati dagli Heimat precedenti. Una specie di “contenuti speciali” non utilizzati e riorganizzati per comporre un’opera autonoma che parte dalle riflessioni esistenziali della figlia di Herman (“certi giorni mi sveglio e ho la sensazione che tutto sia già successo”) per arrivare a ripercorrere una storia del passato non affrontata in modo rigorosamente cronologico, ma vissuta attraverso volti e personaggi, (principalmente femminili) perfettamente riconoscibili per gli appassionati della saga: da Clarissa a Helga, da Maria a Schnüsschen, da Renate a Dorli. Anche per questo film, come tutti quelli in rassegna, sono previsti due spettacoli (ore 18.30 e 21.00), entrambi in versione originale sottotitolata in italiano.