Severino Del Bono
21 Aprile 2016L’esposizione, che mostra una trentina di “dee bendate”, ovvero una serie di ritratti femminili con gli occhi coperti da vari oggetti, si richiama all’Iperrealismo americano: la perfezione del quadro, che a prima vista appare una foto, ricorda, per soggetto e stile, il magico universo pop. Il sorriso, la risata o il ghigno delle modelle è celato da quella che è una maschera surrealista in un insieme che ricorda l’atmosfera glamour di una rivista patinata o di una pubblicità ingannevole. Al vernissage erano presenti l’artista che ha firmato i cataloghi e il curatore dell’esposizione Luca Beatrice. «L’assenza degli occhi trasforma queste donne in icone umane di insolita sensualità, sexy senza mai essere volgari» scrive il curatore «la ritrattistica di Del Bono è pop per la sua capacità di rendere le persone che ritrae specie di oggetti di un desiderio universale. Non quello erotico, della donna-oggetto, ma quello più urgente di vedere, di essere guardati e di guardare». Questo bisogno di “vedere” si serve del volto delle donne che viene manipolato dal tocco dell’artista attraverso l’inserimento di un’iconografia pop, di oggetti sempre diversi che ne nascondono lo sguardo, tra cui banane, fette di salame, catenacci e molto altro. Severino Del Bono, cresciuto in un ambiente d’arte, ha sviluppato un’indagine espressiva soprattutto attorno alla forza e all’intensità dei volti umani, sempre in primo piano, dove la più piccola alterazione diventa visibile. Questo monologo interiore e solitario, sintomo dei sentimenti, diventa l’emblema di una fuga femminile dal caos e dalla realtà quotidiana. Si rilevano nei quadri di Del Bono le influenze di una luce caravaggesca e l’espressività di Francis Bacon dove il volto femminile, con tratti dalle punte iperrealiste, sfocia nell’ironia per mezzo di oggetti che assumono un’importanza simbolica e iconica. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Padova e resterà aperta fino al 21 maggio.
Camilla Bottin
