Le Esposizioni di Afraate
23 Maggio 2012
La prima presentazione del volume Afraate. Le esposizioni – edito da Paideia e curato dal monaco di Bose – è promossa da Galilei: Gruppo cristiano di Studio e Syriaca. Ricerche siriache in Italia, associazione attualmente presieduta dal professor Paolo Bettiolo, docente di storia del cristianesimo e studioso di monachesimo siriaco, che per l’occasione si ritrova a Padova per la propria riunione annuale. All’incontro interverranno: Alberto Camplani (esperto di cristianesimo copto e siriaco dell’Università di Roma La Sapienza), Manuel Nin (rettore del Pontificio Collegio Greco), Emidio Vergani (docente di siriaco al Pontificio Istituto Orientale).
Le Esposizioni, composte tra il 336 e il 345 d. C. rappresentano la più antica opera datata, e una delle più importanti, dell’antica letteratura cristiana siriaca, restituendo il variegato panorama della chiesa di Persia nel IV secolo. L’autore, Afraate, apparteneva a un particolare gruppo di consacrati, tipico della realtà ecclesiale di questa regione, quello dei «membri del patto», che vivevano solitari o in piccole comunità, pur mantenendo un forte legame con il resto della chiesa locale. A costoro l’autore, rivolge le sue esortazioni alla preghiera, al digiuno, alla perseveranza e alla carità. Tratto peculiare dell’opera sono le frequenti ed elaborate citazioni, prese sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento, a dimostrazione della formazione eminentemente biblica di un autore che, pur nella manifesta lontananza dalla filosofia classica e dalle dispute cristologiche che travagliavano la sua epoca ad occidente della Persia, mostra un’altra, assai profonda ed emblematica, comprensione teologica, tipica del cristianesimo del suo tempo.