Intorno al torrione Alicorno
13 Ottobre 2015Angiolo Lenci “1455-1515: Bartolomeo d’Alviano fra battaglia “murale” e campale. Strategia e tattica di un uomo d’arme”
Il 7 ottobre 1515 moriva a Ghedi, vicino Brescia, Bartolomeo d’Alviano, intrepido condottiero ucciso, sembra, da un’infezione intestinale. Personaggio di grandi contraddizioni, intrepido condottiero, ma non grande stratega, esperto di fortificazioni, nonostante la sua netta preferenza per la battaglia in campo aperto, convinto umanista, ma pronto a demolire il convento del Santo per le necessità della guerra, egli riveste un’importanza fondamentale per la storia urbanistica di Padova: a lui si deve infatti la definizione del perimetro delle mura veneziane, realizzate a partire dal 1513, una volta cessate le ostilità con la Lega di Cambrai, che, dopo la disfatta di Agnadello del maggio 1509 avevano portato all’assedio di Padova del settembre successivo. A lui, che nella sua impresa aveva come figura l’unicorno, è dedicato il torrione Alicorno, che costituisce l’oggetto del ciclo di conferenze che si apre il 16 ottobre.
Angiolo Lenci è autore di un gran numero di saggi sulle guerre d’Italia e in particolare di “Il leone, l’aquila e la gatta”, testo fondamentale per la conoscenza e la comprensione delle vicende della guerra con la Lega di Cambrai, culminata nell’assedio di Padova del 1509.