Orchidee
3 Marzo 2015La Stagione di Prosa 2014-2015 del Teatro Verdi di Padova prosegue con Orchidee, un intenso spettacolo di e con Pippo Delbono. Orchidee è un flusso di coscienza ininterrotto in cui si sovrappongono vita, morte, follia, potere, colpa e innocenza; è un ensemble variegato di citazioni e testi di illustri autori teatrali ispirato ad artisti e modalità sceniche care a Delbono, da Pina Baush a Pasolini, dal varietà al teatro sociale.
Interpretato insieme a Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Margherita Clemente, Gianni Parenti, Pepe Robledo e Grazia Spinella e prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Compagnia Pippo Delbono, lo spettacolo resterà in scena fino all’8 marzo.
Giovedì 5 marzo alle ore 16 inolte, Pippo Delbono e gli altri interpreti incontreranno il pubblico.
Note di regia:
“Ancora posso scrivere d’amore” scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini, morto ucciso dall’Aids. L’orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perché non riconosci quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro tempo.
In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti… Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale.
Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina. E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell’amore.
Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti da tanti abbandoni. Il vuoto che viviamo nella cultura, nell’essere artisti perduti. Il teatro che spesso sento un luogo diventato troppo polveroso, finto, morto. La menzogna accettata, della rappresentazione teatrale. Ma Orchidee parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto. Parla del bisogno di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie. E poi stranamente le parole “importanti” del teatro che volevo abbandonare mi sono ritornate addosso e hanno ritrovato un loro senso nuovo, incastrate con la mia vita. E anche la mia vita forse è diventata con quelle parole, la vita di tanti altri. Credo che Orchidee rappresenti per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell’amore.
Calendario spettacoli:
turno B mercoledì 04.03 ore 20.45
turno C giovedì 05.03 ore 20.45
turno D venerdì 06.03 ore 20.45
turno H e G sabato 07.03 ore 20.45
turno L e I domenica 08.03 ore 16.00