La Venexiana

13 Agosto 2012 By Alessandra

La vedova Angela brama le prestazioni del forestiero Iulio, madonna Valeria, ‘donna costumata’ vorrebbe la sua parte, le due serve, Nena e Oria si arrabattano per attirare l’attenzione dell’oggetto del desiderio femminile, il buon Bernardo, sempre presente sulla scena, cerca di ricavarne profitto: sei personaggi in cerca di un pubblico, ‘La Venexiana’ messa in scena da Gabbris Ferrari, regista dal curriculum infinito e seguito con grande interesse dalla critica specializzata, coinvolge con il dialetto veneziano, il bergamasco e l’italiano. Venezia si è adattata alla semplice scenografia, un mondo intero si è dispiegato agli occhi: quello delle insoddisfazioni femminili, il perno della vicenda è il letto (un piumone sistemato all’occorrenza su un piano, sprimacciato più volte e poi ‘usato’). Andrea Zanforlin era il belloccio della situazione, una seconda pelle che ha indossato per impersonare la Passione, l’uomo che non si tira mai indietro: Letizia Piva sulla scena fungeva da contraltare con una verve unica, le sue smanie che vedevano coinvolta la serva Nena hanno portato spesso gli spettatori a sorridere, ‘assatanata’, pretendeva il suo piacere senza controllo.
‘La xe cotta’, Licia Navarrini e Paolo Rossi commentano e fanno di tutto per aiutare la padrona, bellissimo l’intrecciarsi tra le alte sfere e la piccola servitù, con un interscambio verbale ricco di parossismi, uscite di scena e sempre la Laguna di sottofondo, mai visibile, ma presente con lo spirito. Beatrice Bello impersonava l’altezzosa madonna Valeria, un ruolo che le è riuscito naturale, un bel profilo aristocratico che contrastava con la spigliatezza della serva Oria (Laura Cavinato) la prima a comparire in scena e forse quella con più dinamismo, un personaggio sempre in movimento con la risposta pronta. Sei attori per una commedia ‘torrida’, un cast che insieme ha fatto faville: non vi ho trovato difetto alcuno, peccato per la location un po’ povera, in un teatro avrebbe reso molto di più. Ma del resto non dimentichiamo, lo scopo della rassegna ‘Teatro in Corte’ organizzata dall’Accademia del teatro in lingua veneta, è proprio quello di portare la Bellezza del teatro tra la gente: domenica 12 agosto è stato il turno di Conselve, è intervenuto pure il sindaco. Un grande evento per una piccola città, un grande teatro per una piccola piazza: come dice la direttrice dell’Accademia Luisa Baldi, è fortuna potervi assistere. Un complimento all’Associazione Minimiteatri che ha curato l’allestimento e al regista Ferrari di Rovigo, dopo aver partecipato a una messa in scena de ‘La Venexiana’ con Alida Valli, ha pensato bene di farne una sua, personalissima. Il pubblico, non giovanissimo, aveva un po’ l’aria scandalizzata, ma non c’è da storcere il naso, a teatro ‘si fa’: anche questa è Arte! Gli applausi erano meritatissimi.
Ricordo il prossimo appuntamento della rassegna, ‘L’avaro in blues’ a Candiana il 24 agosto, uno spettacolo liberamente tratto da ‘L’avaro’ di Moliere con la compagnia La Piccionaia. Approfittate dell’estate che sta correndo via per vivere le passioni sul palcoscenico!

Camilla Bottin