Bruno Ceccobelli: con passi dorati

8 Ottobre 2012 By

L’installazione presentata dall’artista ha il suo precedente in un analogo intervento realizzato il 20 dicembre 2009 nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva a Roma. Con passi dorati, in quella occasione visibile per sole 2 ore, non è un’opera artistica convenzionale, ma un’emozionante ’’macchina’’ scenica, un’esperienza che si rivolge allo sguardo, al pensiero, ai sensi del visitatore. Secondo l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, la mostra di Ceccobelli ’’evidenzia le implicazioni poetiche e spirituali del tema caratterizzante l’edizione 2012 di RAM: i quattro elementi primari.’’ Attraverso questo lavoro l’artista procede inoltre nella sua riflessione sul significato profondo della propria attività creativa, tesa da sempre a raccordare la dimensione della materia con quella dello spirito. L’evento artistico, la bellezza che esso può esprimere, rappresentano per Ceccobelli l’opportunità per un’autentica catarsi intellettuale tanto per il fruitore quanto per l’artefice. Un simile processo di trasformazione viene rimandato dalle modalità del suo operare espressivo, con il quale, muovendo da un’appropriazione degli elementi del mondo fisico – gli oggetti, la natura – l’autore perviene alla loro sublimazione poetica.

A proposito di Con passi dorati, l’artista afferma come ’’l’atmosfera creata dall’installazione voglia favorire rimembranze e suggestioni del luogo peculiare che la ospita; la stessa penombra è procurata ad arte per incorporare alcuni elementi alchemici, bramando una irruzione scenica dello Spirituale.’’

Segnalatosi agli esordi quale originale interprete delle coeve ricerche concettuali, Bruno Ceccobelli ha raggiunto la notorietà internazionale durante gli anni ottanta, affermandosi come uno dei maggiori protagonisti della cosiddetta Nuova scuola romana. In ragione del suo marcato eclettismo espressivo, le opere dell’artista sono di rado riconducibili alle forme tradizionali del quadro o della scultura. Più frequenti risultano invece soluzioni di ordine pittorico oggettuale, che non mancano di presentare alcune analogie con il manufatto sacro e, soprattutto, con l’icona, di cui possono riflettere l’inclinazione simbolica e l’architettura compositiva.

I lavori di Ceccobelli appaiono come l’esito di un fluido transitare immaginativo tra epoche e culture diverse, avvenuto non solo seguendo i percorsi tracciati dalla conoscenza razionale, ma anche quelli suggeriti dall’intuizione e dal sogno.

La mostra, curata da Nicola Galvan, avviene in collaborazione con MACO ARTE.