La Betia

23 Aprile 2014 By Elena Bottin

La compagnia vigontina Teatrotergola infatti porterà in scena La Betìa di Angelo Beolco, spettacolo finalista al 24° Festival Nazionale Maschera d’Oro, a favore della Città della Speranza e occasione per ricordare la figura del maestro Gabriele Lele Fanti, grande interprete ruzantiano, di cui questo lavoro porta la sua ultima firma registica, prima della prematura scomparsa, avvenuta nel 2011.
La serata, presentata dalla giornalista Micaela Faggiani, vedrà il saluto del sindaco di Vigonza Nunzio Tacchetto e degli assessori vigontini Elio Negri e Alberto Rizzo, nonché di un rappresentante della Città della Speranza. Il lavoro artistico, la passione per il teatro e il Beolco in particolar modo, e la ricca e eclettica figura di Fanti verrà ricordata con un video e con le testimonianze di quanti, amici e collaboratori, lo hanno conosciuto, hanno lavorato con lui e apprezzato il grande carisma. A sua moglie, signora Maria Teresa Pertini, verrà consegnata una targa ricordo.
La Betìa, composta da Angelo Ruzante intorno al 1524, si ricollega alla tradizione della letteratura pavana quattrocentesca dei mariazi (matrimoni). Si trattava di farse in versi incentrati sulla tematica delle nozze, che si riconnettevano al mondo dei circoli goliardici patavini, con un gusto antiletterario e antiaccademico evidente e manifesto. Ruzante amplia a dismisura la struttura, in fondo abbastanza ingenua, del mariazo primitivo e porta a compimento una commedia evidenziando una genialità teatrale di eccezione.
La storia racconta le vicende del villano Nale, uomo ammogliato, che convince la giovane Betìa a fuggire con Zilio, di lei innamorato, al fine di costringere con il fatto compiuto Mènega, madre della ragazza, ad accettare il matrimonio. Nale promette di aiutare i futuri coniugi ma il suo vero scopo è quello di diventare subito l’amante di Betìa. Quando le nozze sono già celebrate, Zilio scopre le intenzioni non disinteressate del suo amico e, venuto con lui a diverbio, lo colpisce con una coltellata. Tutti lo credono morto, mentre è rimasto illeso. Riapparirà poco dopo, avvolto in un lenzuolo, come il fantasma di se stesso. Ma così travisato scoprirà che sua moglie Tamìa ha già deciso di sposare l’amante Meneghelo. Nel tentativo di conquistare un’amante, Nale rischia dunque di perdere anche la donna che credeva sua.