Un Monte di risate

9 Novembre 2012 By Redazione

Forti del successo di pubblico e di critica ottenuto nelle passate edizioni, lo sforzo dell’Amministrazione e degli organizzatori é quello di riuscire a restituire alla Città di Montegrotto una stagione teatrale nonostante i tagli alla cultura e le difficoltà economiche di questo particolare momento. Da queste premesse nasce l’idea di offrire una piccola rassegna di teatro comico di qualità che affianchi la risata alla maestria di attori che fanno la storia del teatro italiano, nella convinzione che l’importanza del teatro passa anche attraverso lo svago e la spensieratezza, ultimamente così rari e preziosi.
Il 18 novembre alle 19.00 si apre la rassegna con Stand Up Balasso. Un comico, un microfono, una luce. Uno spettacolo da stand up comedian americano anni ’70, senza fronzoli. Balasso raccoglie in questo spettacolo pezzi, monologhi e tirate comiche dei suoi ultimi 10 anni sui palcoscenici di tutt’Italia. Non c’è filo conduttore, non c’è una storia, c’è tanta comicità. Giochi di parole e ragionamenti assurdi, tirate indignate contro il mondo e interpretazione dei difetti di tutti, insomma in questo spettacolo sono raccolti tutti gli espedienti dell’Arte della Commedia delegati alla parola pura.
Quelli del Cabaret: regia di Renato Pozzetto con Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni sarà di scena il 29 novembre alle 21.00. I mitici Cochi e Renato ebbero successo in coppia nel 1965, andando poi ciascuno per la propria strada. Oggi di nuovo insieme in una piéce che è storia del cabaret. Con “Quelli del Cabaret” i due attori ripropongono i loro più grandi successi canori quali “La gallina”, “Canzone intelligente”, “E la vita, la vita” , nonché l’interpretazione originale di “Come porti i capelli bella bionda”. Ma, come i due autori sostengono, visto che “l’umorismo è sempre figlio del tempo presente”, si aggiungono gag e brani inediti. “Quelli del cabaret” è uno spettacolo gradevole, suscita velata nostalgia, risponde esaurientemente a chi vuole conoscere il cabaret degli anni ’70, che i due, senza saperlo, hanno inventato, rimanendone tutt’oggi una delle espressioni più professionali.
Si chiude l’anno il 13 dicembre alle 21.00 con i comici di Zelig in Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Gioele Dix. Come è noto, nella magia notturna del suo Sogno, Shakespeare intreccia abilmente i destini di molti personaggi eterogenei. In un gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, prende forma uno scenario fantastico di ineguagliabile potenza evocativa, che è da sempre occasione per le più svariate interpretazioni registiche. Gioele Dix ha deciso di affrontare la sua regia del Sogno formando una compagnia composta interamente da giovani comici di successo e coinvolgendo nella messinscena un duo musicale di straordinaria e raffinata versatilità. Lo spettacolo è dunque nel segno della fedeltà e della continuità con Shakespeare, senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità. Ma, nel contempo, grazie alle qualità dei protagonisti, alla loro singolare sensibilità, all’originalità del loro stile espressivo, ne re-inventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione. Una sfida teatrale alla quale – non a caso – tutti i partecipanti hanno aderito con disponibilità ed entusiasmo.
La rassegna si concluderà il 6 gennaio 2013 alle 15.00 con lo spettacolo per i più piccoli Clown in libertà della Compagnia Teatro Necessario. Concerto continuamente interrotto dalle divagazioni comiche dei musici o spettacolo di clownerie ben supportato dalla musica? Clown in libertà è un momento di euforia, ricreazione e ritualità catartica per tre buffi, simpatici e talentuosi clown che paiono colti da un eccitazione infantile all’idea di avere una scena e un pubblico. Lo spettacolo racconta il pomeriggio un po’ anomalo di tre clown che vogliono allestire uno spettacolo per divertire, stupire e conquistare, abbracciare e baciare il pubblico. La scelta dello spettacolo nasce dalla convinzione che i più piccoli spettatori di oggi saranno amanti del teatro domani.