Il volto costituzionale della pena (e i suoi sfregi)

27 Marzo 2014 By Elena Bottin

Nel 2012 oltre cento costituzionalisti sottoscrivevano le parole che Andrea Pugiotto aveva inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In quella lunghissima lettera aperta al Capo dello Stato, Pugiotto scriveva: «Trasformare la crisi della giustizia e delle carceri in una opportunità di cambiamento strutturale è, per il Parlamento, un vero e proprio obbligo costituzionale (…) Le condanne a Strasburgo, specie quando seriali, sono dunque il segnale di una Costituzione violata (…) La violazione della legalità costituzionale si rivela malattia non solo recidivante ma insidiosamente contagiosa. Una peste italiana.»
Dopo gli approfondimenti affrontati nella prima edizione del 2010, dedicati al rapporto tra Costituzionalismo e Democrazia, del 2011 sulla persona nella Costituzione, del 2012 su cittadini e chi li rappresenta, del 2013 sul rispetto della Costituzione e dei suoi principi, al centro della quinta edizione della Scuola di Cultura costituzionale dell’Università di Padova diretta da Lorenza Carlassare, Emerito di Diritto costituzionale all’Università di Padova, e coordinata da Marco Giampieretti, Ricercatore di Diritto costituzionale dell’Ateneo patavino, ci sarà il tema del “La Costituzione tra attuazione e riforme”.
Attraverso lezioni magistrali tenute dai maggiori giuristi del nostro Paese, la Scuola di Cultura costituzionale intende promuovere la conoscenza della Costituzione italiana e la formazione di una consapevole cultura costituzionale tra le persone di ogni età, cittadinanza, estrazione sociale, titolo di studio, professione, appartenenza politica, culturale e religiosa.
Nei tre mesi di conferenze, gratuite e aperte a tutti, che si terranno dal 24 gennaio al 30 maggio si alterneranno i maggiori esperti in materia come, tra gli altri, Stefano Rodotà, Ugo De Siervo, Giuseppe Ugo Rescigno e Valerio Onida.