Cesar Brie. 120 chili di Jazz

20 Giugno 2013 By Redazione

Ciccio Méndez vuole entrare a una festa per vedere la sua innamorata (che non sa di esserlo). Decide così di fingersi contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne imita alla perfezione il suono delle corde.
Dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento.
Dietro questo racconto si celano tre amori: l’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni.
Ciccio Méndez non è mai esistito. Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista i quali, seduti ai miei fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro. 
César Brie

CESAR BRIE: UNA VITA PIENA DI PASSIONE
Cesar Brie nasce a Buenos Aires e arriva in Italia all’età di 18 anni con la compagnia teatrale “Comuna Baires” di cui è cofondatore. Successivamente sviluppa un’arte apolide, occupandosi di proporre le diverse realtà incontrate nel corso della sua vita passata, per scelta, in esilio. Segue l’inizio di una serie di spettacoli, quali ”A Rincorrere il Sole” assolo che porta il peso della sconfitta del movimento di lotta; “E tentavano infine di scappare” sul tema dell’elettroshock e “Ehi” lungimirante lavoro sul tema della morte. Dal 1980 per un decennio Brie si improvvisa autore, attore e regista, tramite le collaborazione con Rasmussen nel “Gruppo Farfa” e poi nel “Odin Teatret”. Nel 1991 fonda il Teatro Los Andes, con il quale inaugura una serie di spettacoli con matrice classica ma calati profondamente nell’attualità: “Romeo e Giulietta”, “Solo gli ingenui muoiono d’amore”, “L’Iliade”, “L’Odissea”.
Oggi Cesar Brie è ancora in Italia come pedagogo e autore/attore, e continua ad offrire straordinari monologhi affermati nel panorama culturale (come non citare “Karamazov”, del 2012, nominato tra le tre migliori regie al premio UBU).