La separazione dei poteri: un principio di garanzia

1 Maggio 2013 By Elena Bottin

Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti […]. Perché non si possa abusare del potere occorre che […] il potere arresti il potere“. Con queste parole, tratte dal libro Spirito delle Leggi, Montesquieu allude per primo alla necessità di dividere i poteri che stanno alla base di ogni Stato, in modo tale che essi siano indipendenti gli uni dagli altri, per poter giungere a un ideale di Stato liberal-borghese. Tale principio ha trovato la massima realizzazione con le grandi Rivoluzioni dell’età moderna, grazie alle quali sono nate carte costituzionali che lo avvallano. La tripartizione dei poteri sta alla base anche dell’apparato di governo del nostro paese e segna una netta contrapposizione coi sistemi illiberali del passato garantendo ai cittadini, secondo la logica comune, la tutela dei diritti.
Per quale motivo gran parte della dottrina giuridica e politologica moderna continua a sostenere a spada tratta tale principio? Possiamo ritenerlo sinonimo di libertà?
Gaetano Silvestri, nel biennio 1971-1972, ha insegnato Diritto degli Enti Locali presso la Facoltà di Scienza Politiche dell’Ateneo messinese e, successivamente, Diritto parlamentare. Nel 1980 è chiamato a ricoprire la cattedra di Diritto parlamentare nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina. Nel triennio 1988-1991 ricoprì il ruolo di componente del Comitato direttivo dell’Associazione italiana dei Costituzionalisti. Nel 1998 è stato nominato componente del Consiglio scientifico dell’Istituto di studi sulle Regioni del CNR. Il 31 luglio dello stesso anno è eletto Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Messina. Nel 2004 è Vice Presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane. Nel 2005 entra a far parte della Consulta. Il 29 gennaio 2013 è nominato Vicepresidente della Corte costituzionale della Repubblica Italiana.