Ending gender violence

20 Febbraio 2013 By

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un marito, un fidanzato, spesso compagni o ex compagni di anni di vita. In questa frase esistono due cose terribili: la morte delle donne e il fatto che da un numero (113 nel 2012) si è passati a un conteggio statistico “una ogni tre giorni”. Una mattanza pesata in tasso statistico. Nel 2006, l’ISTAT ha eseguito un’indagine per via telefonica su tutto il territorio nazionale, raccogliendo i seguenti risultati: le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiarano di essere state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 mila, cioè il 31,9% della popolazione femminile. Il 93% delle donne che afferma di aver subito violenze dal coniuge ha dichiarato di non aver denunciato i fatti all’Autorità, la percentuale sale al 96% se l’autore della violenza non è il partner. Ines Testoni del Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova è il direttore scientifico del Progetto EMPoWER (Empowerment of Women Environment Research) contro la violenza di genere che ha come obiettivo quello di terminare il ciclo di ri-vittimizzazione da parte della donna attraverso il metodo psicoterapeutico dello psicodramma. L’essenza di questa terapia consiste nell’esteriorizzazione dei vissuti personali, mediante improvvisazioni sceniche, e della loro analisi, operata da uno psicoterapeuta, ’direttore del gioco’. In questo modo concentrandosi in particolare sul rapporto tra madre e figlia, lo psicodramma permette alle donne che sono vittime della violenza di partner maschili di diventare ’madri di se stesse’ potendo poi essere “nuove” madri per le loro figlie. Ciò permette di spezzare il ciclo di ri-vittimizzazione da parte della donna e trovare strategie per superare lo status quo che le ha tenute nel ruolo di vittima. Per aprire un confronto tra ricercatori e operatori che si occupano di contrasto alla violenza di genere e diffondere le ricerche correlate alla metodologia psicodrammatica, ai metodi attivi e alle terapia di gruppo che vengono considerati metodi elettivi per il lavoro con donne vittime di violenza, oltre cinquanta esperti di tutto il mondo parteciperanno al Convegno internazionale dal titolo Ending gender violenceorganizzato dal Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova che si terrà nelle sedi di Padova e Rovigo da giovedì 21 a sabato 23 febbraio. Al convegno internazionale parteciperanno relatori quali Luigi Zoja, Hannes Krall, Gabriela Moita, Maria Koleva, Maurizio Gasseau, Girolamo Lo Verso, Franco Del Corno e Francesca Giannone.
Giovedì 21 febbraio i lavori inizieranno alle ore 9.30 in Sala Flumini del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Piazzale San Bartolomeo 18, con gli interventi di Bruno Piva, Sindaco del Comune di Rovigo, Anna Paola Nezzo, Assessore alle Pari Opportunità, e Ines Testoni, Direttore Scientifico del Progetto EMPoWER.
Venerdì 22 febbraio in Aula Magna “Galileo Galilei” di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, dalle ore 9.30 verrà sviluppato il tema dello psicodramma come metodologia per il cambiamento sociale, dell’elaborazione della violenza nel mondo femminile e delle esperienze della rete in Italia, Austria e Romania, e come ridurre il livello di comportamento aggressivo tra gli adolescenti.
Sabato 23 febbraio, sempre in Aula Magna di Palazzo Bo dalle ore 9.00, verranno esposti i risultati del progetto EMPoWER che ha visto l’Università di Padova, nell’ex Dipartimento di Psicologia applicata ora confluito nel FISSPA, guidare sei partner tra Italia Portogallo, Romania, Bulgaria, Albania e Austria.