Anima Mundi

8 Aprile 2022 By Valentina

“Quando Ernest Hemingway scrive che non c’è nulla di più profondo dell’epidermide, sicuramente non si sta riferendo alla pittura.
Eppure, e con felice intuizione, ci fornisce preziosa una delle sue caratteristiche principali.
Infatti, pur essendo la pittura un sottilissimo strato di pigmento spalmato su di un non meno sottile supporto (tela, carta o altro), quello che accade, pur restando il tutto una semplice epidermide, è lo spalancarsi di una profondità abissale.

Mille le storie, le suggestioni, i rimandi e i significati veicolabili da un’opera pittorica, nonostante l’esiguità della materia impiegata.
E Maristella Martellato, per vie spesso misteriose, ne è consapevole.
Se si segue – anche solo cronologicamente – lo sviluppo dell’opera di Maristella, non si possono non notare alcuni passaggi, il fatto che le situazioni nelle quali vengono fatti vivere e agire i suoi protagonisti passano di elemento in elemento: e prime sono state le terre, poi le acque variamente declinate, in seguito i fuochi per giungere temporaneamente (ne siamo certi) all’odierna serie dell’aria.

Insomma, vi sono passaggi attraverso gli “elementi”, vi sono significative interazioni tra i suoi protagonisti e i diversi contesti; ciononostante, i soggetti di queste trasmutazioni conservano tratti costanti e accomunanti.
E la prima e assoluta costante è individuabile nella loro nudità.
Già, perché è la verità a essere nuda, così come sono nudi gli eroi senza volto definito che si espongono disarmati agli eventi e alle differenti “venture” che li attendono.

Al dunque non solo fisicamente coinvolti, bensì desideranti e con aspirazioni, a esempio al volo, come Icaro, il quale nell’opera di Maristella Martellato è già in volo o forse no, o Tuffo in cui il tuffatore già ha sfidato il vuoto e presto incontrerà una superficie, e l’esito potrebbe intuirsi nell’opera Nel fondo.
Oppure, oppure, chissà, nel grumoso tondo dal titolo inequivocabile: Volo.
Oh che sarà, che sarà a tenerli insieme, ad affratellarli nell’azione e nel destino?
Sicuramente un’anima antica come la pittura, un’anima mundi superiore ai singoli eventi perché consapevole della propria importanza e della propria profondità e atemporalità, malgrado tutto”.
Claudio A. Barzaghi