Sasha Grynyuk
14 Gennaio 2013
Palazzo Zacco Armeni si è animato di una luce nuova, bianca: il tradizionale repertorio ottocentesco ha dato spazio, all’inizio, a un compositore contemporaneo, Arvo Part, di origine estone. A farsi interprete di questa musica cristallina è stato Sasha Grynyuk, colui che il BBC Music Magazine ha definito ’stella ascendente’ del pianoforte: triadi di note in un silenzio assoluto, un ritorno alla musica pura che non annoia mai, esplorando quel senso profondo delle pause che solo i tintinnabuli sanno restituire con integrità. Sasha, dopo un ingresso in scena ’felpato’, quasi a passo di danza, ha voluto stendere un tocco di velluto sulla coscienza musicale dei presenti, augurandosi che nella sala nessuno si muovesse. Occhiate di fuoco dardeggiavano, l’anima del pianista in pochi tocchi: eppure, quelle reminiscenze infantili che Schumann amava ricreare, sapevano alternarsi a momenti intensi, a quel rondò alla turca che Mozart ha riproposto sul modello dei giannizzeri, con piccole percussioni. Silenzio, der Dichter spricht, il poeta parla, la sensibilità che l’Agimus, un’associazione musicale che opera nella realtà italiana con proposte culturali di alto livello e in quella mondiale con un concorso internazionale di musica molto prestigioso, vuole far germogliare nell’animo padovano, ha radici lontane: le ’Scene infantili’ di Schumann sono un naturale sviluppo di quella Kreisleriana che la grande Regina Shamvili ha proposto, con immenso successo, all’inaugurazione della stagione concertistica. Cicli poetici per persone che vogliono ondeggiare nei meandri della fantasia: così, la suite dall’Uccello di fuoco, composta da Igor Stravinsky e tratta dall’omonimo balletto, ha trascinato il Circolo degli Ufficiali in una Russia fatata, in un crescendo di tensione per l’imminente lotta tra il bene e il male. La magia non si sarebbe mai concretizzata senza la bravura di Sasha Grynyuk: un ragazzo, classe ’83, che ha da insegnare moltissimo, il suo talento si esprimeva con pezzi virtuosistici di difficile riuscita. Non è mancato il brio finale, il Play Piano Play che ha dato il titolo all’intrattenimento, composto da Gulda, un’incursione nel mondo jazz. Sasha ha raccolto gli applausi con una modestia straordinaria, la stanchezza dipinta sul suo volto, ha dato tutto: un’esperienza incredibile, colta appieno da un pubblico partecipe e attento, in una sala gremita di gente. Due ore che sono volate nel plauso generale.