Ma perchè tutti mi chiamano Frankenstein?
16 Luglio 2019C’era una volta una mamma così povera, ma così povera, da non potere avere figli…e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano Frankenstein. Esattamente come il Dottor Frankenstein, del romanzo di Mary Shelley, che si era costruito una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso.
Ed è proprio per il fatto che quel bambino era stato costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica – cucchiai, bucce di banana e altre cose strane – che viene chiamato da tutti Frankenstein. In realtà Teo è un bambino buono, ma diverso da tutti gli altri: il suo cuore è un cuore grande come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo.
Quali? Lo scoprirete! Una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto. Una storia che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley ma pensata per i più piccoli. In scena Nicola Perin, Teo Fresch e Claudia Bellemo con la regia di Pino Costalunga.
L’ingresso è gratuito grazie a Generali Italia.