Internati Militari Italiani (I.M.I..) La vita nei Lager nazisti

7 Settembre 2017 By Elena Bottin

La mostra si propone di divulgare una pagina di storia poco conosciuta della Seconda Guerra Mondiale che riguarda la vicenda dei Militari italiani deportati nei Lager nazisti dopo l’8 settembre 1943, data in cui fu diffusa la notizia dell’Armistizio con gli anglo-americani.
Dal 9 settembre all’1 ottobre 2017 saranno esposti dipinti, disegni e fotografie realizzati dagli I.M.I., spesso in maniera clandestina, costituendo un’importante testimonianza sulle condizioni di vita cui erano costretti i nostri militari durante la detenzione nei Lager. Quasi tutti i dipinti e i disegni sono originali, di alto valore storico e di grande impatto visivo, proprio perché eseguiti da chi ha vissuto quel tragico periodo.
La comunicazione dell’Armistizio segna, quindi, il tragico destino per oltre ottocentomila Militari italiani che, deportati dai tedeschi nei Campi di concentramento in Germania e Polonia, furono sottoposti a ogni tipo di vessazione perché considerati dei traditori. Con la denominazione di I.M.I., gli Italiani furono privati dello status di prigionieri di guerra, perciò senza alcuna tutela prevista dai trattati internazionali (Convenzione di Ginevra del 1929). I tedeschi “usarono” i Militari Italiani a loro piacimento avviandoli ai lavori forzati nelle industrie, nelle miniere, nei Campi agricoli, con orari massacranti (10-14 ore di lavoro giornaliere), in condizioni di alimentazione e igienico-sanitarie di pura sopravvivenza.
I reticolati, le baracche di legno, le angherie, il freddo, i pidocchi, la fame, le malattie, la fatica, le punizioni, le fucilazioni, le impiccagioni accompagnarono gli I.M.I. durante il periodo di permanenza nei Lager. A tutti gli Internati fu proposto il ritorno in Patria a condizione di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di continuare la guerra a fianco dei tedeschi. Ai Militari Italiani fu concessa una libera scelta: uscire dall’inferno della prigionia, ma aderire al Regime fascista e tradire il giuramento di fedeltà al Re, oppure rimanere segregati nei Lager rischiando ogni giorno la vita.
Circa 613.000 resistettero nei Lager e i Militari deceduti furono circa 50.000 (78.000 secondo i dati della Croce Rossa Internazionale, compresi gli eccidi compiuti dai tedeschi dopo l’8 settembre).
A Padova, da oltre settant’anni, è attiva la Federazione Provinciale A.N.E.I. che, a Terranegra, gestisce il Museo Nazionale dell’Internamento (Viale dell’Internato Ignoto, n° 24), unico nel suo genere in Italia, perché dispone di un’importante raccolta di documenti, testimonianze e cimeli, parte dei quali saranno esposti nella Mostra.