Notturni d’Arte: storia di un doppio delitto a Palazzo Cavalli

23 Agosto 2017 By Elena Bottin

La visita guidata alle ore 21 all’edificio costruito dai Foscari fra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, stupendamente affrescato da Michele Primon, Antonio Felice Ferrari, Giacomo Parolini e Louis Dorigny, che oggi ospita il museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Padova, sarà arricchita dal reading a cura dell’associazione Carichi Sospesi con estratti dai racconti Vittoria Accoramboni di Stendhal e The White Devil di J.Webster, di e con gli attori Renzo Pagliaroto ed Eleonora Panizzo; accompagnamento musicale di Andrea Vedovato alla chitarra.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito dei Notturni d’Arte, prodotti dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Cassa di Risparmio del Veneto.
Come ampiamente documentato dalle cronache del tempo, a Palazzo Cavalli nella notte tra il 22 e il 23 dicembre del 1585, viene uccisa, all’età di 28 anni, da un gruppo di uomini armati e mascherati, Vittoria Accoramboni, duchessa di Bracciano, assieme al fratello Flaminio.
Nata a Gubbio, Vittoria nel 1573 si unisce in matrimonio a Francesco Peretti, nipote del cardinal Felice Peretti di Montalto, il futuro papa Sisto V. Nel 1581 Francesco Peretti viene ucciso da sicari: attraverso gli avvisi anonimi che circolavano a Roma, è sospettato del delitto Paolo Giordano Orsini, primo duca di Bracciano e capitano delle truppe pontificie nella battaglia di Lepanto, invaghitosi di Vittoria. All’Orsini gli avvisi attribuiscono anche l’uccisione, avvenuta nel 1576, della sua prima moglie, la figlia del Granduca di Toscana, Isabella dei Medici.
Rimasti entrambi vedovi Vittoria Accoramboni e Paolo Giordano Orsini si sposano segretamente e non sentendosi più sicuri a Roma, si recano a Padova dove i due coniugi affittano Palazzo Cavalli.
Dopo aver fatto testamento, nominando erede universale Virginio Orsini, l’unico figlio avuto da Isabella de’ Medici e lasciando a Vittoria un cospicuo patrimonio in denaro, oltre a tutte le carrozze, i cavalli, i mobili e le suppellettili di Padova, l’Orsini morirà a Salò, sul lago di Garda.
Dopo questa morte sospetta dell’Orsini, Vittoria viene uccisa dai sicari di Ludovico Orsini, parente di Giordano.
Il fatto tragico è ampiamente documentato dalle cronache del tempo ed ha ispirato romanzi, racconti ed opere teatrali. Tuttavia, già a partire dai resoconti dei contemporanei, la vicenda ha assunto toni romanzeschi al punto che ancor oggi è difficile ricostruire oggettivamente le motivazioni del delitto e le responsabilità morali dei personaggi coinvolti. Soprattutto, è la figura di Vittoria che ha conosciuto nel tempo molteplici interpretazioni: vittima innocente delle ambizioni familiari e della ragion di stato, oppure donna avida e crudele, arrampicatrice sociale e complice di delitti.
Accompagna la rassegna una guida con schede di approfondimento su luoghi e personaggi al centro di questa edizione dei Notturni d’Arte (costo euro 4; in omaggio guida dei Notturni d’Arte 2016 fino ad esaurimento scorte).